L’11 settembre ha cambiato l’America

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Aggiornato: 11 settembre 2020

Originale: 1 settembre 2020

 

5 modi in cui l’11 settembre ha cambiato l’America

Gli attacchi dell’11 settembre hanno scioccato la nazione e hanno portato a cambiamenti che hanno alterato il governo, i viaggi e la cultura degli Stati Uniti.

Dave Roos

Drew Angerer / Getty Images

 

L’11 settembre 2001 è stato un punto di svolta: c’era vita, prima degli attacchi terroristici, e c’è vita dopo.

Quasi 3.000 americani furono uccisi, in quella limpida e soleggiata mattina, quando due aeroplani dirottati si schiantarono contro le torri del World Trade Center a New York, un altro si schiantò contro il Pentagono e un quarto venne abbattuto con uno schianto su un campo della Pennsylvania da eroici passeggeri, che lottarono contro i terroristi.

“Quello fu un attacco senza precedenti, in termini di portata, negli annali del terrorismo”, afferma Brian Michael Jenkins, consulente senior del presidente della RAND Corporation e autore di numerosi libri e rapporti sul terrorismo, tra cui Will Terrorists Go Nuclear?. “Fu il più grande attacco di un’entità straniera sul suolo statunitense”.

 

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Lo shock e l’orrore dell’11 settembre non si sono limitati a giorni o settimane. Gli attacchi hanno gettato una lunga ombra sulla vita americana, da cui la nazione deve ancora emergere appieno. Quello che, una volta, era poco plausibile e quasi impensabile – un attacco su larga scala al suolo americano – è diventato un’idea collettiva. I terroristi potrebbero benissimo attaccare di nuovo, forse con armi biologiche o nucleari, e dovranno essere prese delle misure per fermarli.

“Il terrorismo mira a compiere atti di violenza che indurranno le persone ad amplificare la forza del terrorista e l’importanza della loro causa”, dice Jenkins.

Consumata dalla paura, dal dolore e dall’indignazione, l’America si è rivolta ai suoi leader per agire.

Il Congresso e la Casa Bianca hanno risposto con un’espansione senza precedenti dei poteri militari, di polizia e di intelligence, volti a sradicare e fermare i terroristi, in patria e all’estero.

“Dopo gli attacchi dell’11 settembre, la combinazione tra la paura e il riconoscimento dei vari fallimenti dell’intelligence ha portato a una serie di cambiamenti politici, che includevano delle restrizioni all’immigrazione, la creazione del Dipartimento per la Sicurezza Interna e l’espansione della ‘no fly list’ da un numero molto ridotto di persone a migliaia”, afferma David Sterman, analista politico senior presso la New America, che studia il terrorismo e l’estremismo violento.

E questo era solo l’inizio. Ecco cinque modi significativi in cui l’America è cambiata, dopo l’11 settembre.

 

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1. Inizio della guerra al terrorismo

Il presidente George W. Bush, in piedi in cima alle macerie, col vigile del fuoco di New York in congedo Bob Beckwith, raduna i vigili del fuoco e i soccorritori sul luogo del crollo del World Trade Center a New York, il 14 settembre 2001.

 

Collezione Smith/Gado/Getty Images

 

Quando, il 20 settembre 2001, il presidente George W. Bush si rivolse al Congresso e alla nazione, sostenne un nuovo tipo di risposta militare; non un attacco aereo mirato su una singola struttura di addestramento o su un deposito di armi, ma una guerra globale al terrorismo ad ampio raggio.

“La nostra guerra al terrorismo inizia con al Qaeda, ma non finisce lì”, disse Bush. “Non finirà, finché ogni gruppo terroristico di portata globale non sarà stato trovato, fermato e sconfitto”.

Quando le truppe americane invasero l’Afghanistan meno di un mese dopo l’11 settembre, esse stavano lanciando quella che divenne la più lunga campagna militare sostenuta nella storia degli Stati Uniti. La lotta in Afghanistan ebbe il sostegno del popolo americano e degli alleati della NATO per smantellare al Qaeda, abbattere i talebani e uccidere Osama bin Laden, la mente assassina degli attacchi dell’11 settembre.

Il sostegno americano alla Guerra al Terrore divenne misto, mentre la campagna continuò per anni, nel tentativo di prendere di mira più cellule terroristiche e regimi-canaglia in tutto il mondo. Migliaia di soldati americani furono uccisi, nei primi due decenni della Guerra al Terrore, e molti altri tornarono a casa con ferite fisiche e psicologiche. Eppure, l’ombra onnipresente dell’11 settembre, dice Jenkins, ha tenuto le truppe statunitensi sul campo, in Afghanistan e altrove, per quasi 20 anni.

“Ciò che ha reso così difficile il venire fuori da questi conflitti è la paura che, se ce ne andiamo, lasceremo un vuoto”, dice Jenkins. “E, in quel vuoto, torneranno i terroristi”.

 

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2. I viaggi in aereo cambiarono

Uno degli aspetti più inquietanti degli attacchi dell’11 settembre fu quello per cui i 19 dirottatori di al Qaeda non solo furono in grado di salire a bordo di aerei commerciali con armi grezze, ma anche che si introdussero nella cabina di pilotaggio. Era chiaro che l’11 settembre era stato sia un fallimento dell’apparato di intelligence americano nell’identificare gli aggressori, sia un fallimento dei sistemi di sicurezza aeroportuale nel fermarli.

Anche se c’erano già stati alcuni dirottamenti e bombardamenti di alto profilo di aerei commerciali, ivi incluso il tragico attentato del 1988 del volo Pan Am 103 su Lockerbie, in Scozia, la sicurezza non era una priorità assoluta per le compagnie aeree prima dell’11 settembre, come afferma Jeffrey Price , professore di aviazione e scienze aerospaziali alla Metropolitan State University e noto esperto di sicurezza aerea.

“Gli aeroporti avevano dipartimenti di sicurezza e i dipendenti indossavano badge e facevano le proiezioni, ma quasi nulla di tutto ciò era al livello di quanto facciamo oggi”, afferma Price.

Prima dell’11 settembre, le persone non dovevano avere un biglietto per girovagare per l’aeroporto o per aspettare al gate. Nessuno controllava i documenti dei passeggeri, prima che questi salissero sull’aereo.

E l’unico oggetto che le persone dovevano rimuovere, quando passavano attraverso i controlli di sicurezza, erano gli spiccioli dalle tasche. Price afferma che la maggior parte degli aeroporti non si preoccupava di eseguire controlli sulla fedina penale dei propri dipendenti, e che il bagaglio registrato non veniva mai scansionato.

 

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Tutto questo è cambiato con la creazione della Transportation Security Administration, un’agenzia federale completamente nuova, autorizzata dal Congresso nel novembre 2001.

“È stata un’impresa straordinaria”, afferma Price. “Hanno cercato di creare da zero il definitivo sistema di sicurezza aerea. In un anno, la TSA aveva oltre 50.000 dipendenti”.

Oltre a un esercito di controllori in uniforme blu, la TSA ha introdotto i viaggiatori statunitensi a nuovi ed ampi protocolli di sicurezza. Sono stati richiesti biglietti e documenti di identità con foto, per poter attraversare l’area di proiezione. I computer portatili e l’elettronica dovevano essere rimossi dal bagaglio a mano. Si procedette a sfilare le scarpe. I liquidi vennero limitati ai contenitori da tre once. E le convenzionali macchine a raggi X, che rilevavano solo oggetti metallici, vennero infine sostituite con scanner per tutto il corpo.

Gli ufficiali della TSA furono anche addestrati al “rilevamento del comportamento”, per riconoscere un elenco di azioni considerate sospette – come l’afferrare saldamente un bagaglio, l’apparire confusi e disorientati, i segni di una barba rasata di recente – che avrebbero permesso di segnalare un viaggiatore per ulteriori controlli. Dietro le quinte, Il nuovo Terrorist Screening Center dell’FBI ha compilato un elenco di controllo dei terroristi per centinaia di migliaia di individui, circa 6.000 dei quali furono inseriti in un elenco “No Fly”, che includeva anche 500 americani.

 

3. Crebbe la violenza anti-musulmani

Un ufficiale di polizia di New York fa la guardia ai mercanti della comunità araba, per proteggerli dall’ostilità, all’indomani dell’11 settembre. Fotografato il 5 ottobre 2001.

Mark Peterson/Corbis/Getty Images

 

Solo quattro giorni dopo gli attacchi dell’11 settembre, un uomo armato a Mesa, in Arizona, andò su tutte le furie. In primo luogo, sparò e uccise Balbir Singh Sodhi, il proprietario di una stazione di servizio di origine indiana. Sodhi era un Sikh, quindi indossava un turbante. L’uomo armato pensò che costui fosse musulmano. Pochi minuti dopo, l’uomo armato sparò a un altro impiegato di una stazione di servizio, di origini libanesi, ma lo mancò, e poi sparò attraverso le finestre di una famiglia afghano-americana.

Anche se i politici e le forze dell’ordine affermarono ripetutamente che l’Islam era una religione pacifica, i cui veri insegnamenti erano stati distorti da terroristi estremisti, molte persone in America e in tutto il mondo identificarono ancora gli attacchi dell’11 settembre con l’Islam e cercarono vendetta su chiunque apparisse musulmano.

Nel 2000, all’FBI erano state segnalate solo 12 aggressioni anti-musulmane. Nel 2001, quel numero è salito alle stelle, fino a 93. Mentre le organizzazioni per le libertà civili criticarono la TSA e le forze dell’ordine per la profilatura razziale degli uomini arabi e musulmani, sono persistiti i crimini d’odio contro i musulmani.

Le statistiche dell’FBI hanno mostrato che, nel 2015 e nel 2016, sono state segnalate 91 aggressioni, aggravate o semplici, motivate da pregiudizi anti-musulmani, e che tale cifra ha superato i numeri del 2001, raggiungendo quota 127.

 

4. Sorveglianza aumentata

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Il Patriot Act venne approvato appena sei settimane dopo l’11 settembre, quando i legislatori si affrettarono a porre rimedio ai fallimenti dell’intelligence, che avevano permesso a terroristi conosciuti di entrare negli Stati Uniti e di eseguire il più mortale complotto della storia americana. Quell’atto controverso autorizzò dei cambiamenti radicali nel modo in cui le agenzie di intelligence nazionali, come l’FBI, hanno condotto la sorveglianza. Le regole di vecchia data, intese a proteggere gli americani da “perquisizioni e sequestri irragionevoli”, vennero allentate o respinte, in nome della sicurezza nazionale.

Ancora una volta, il timore era quello per cui che gli attacchi dell’11 settembre fossero solo l’inizio, e che più cellule terroristiche fossero attive nelle città americane, in attesa di ordini pr colpire. Per trovare questi “terroristi tra noi“, il Congresso diede all’FBI e alla NSA nuovi poteri, per raccogliere e condividere i dati.

Ad esempio, il Patriot Act ha dato alle agenzie di intelligence il potere di cercare nei registri bibliotecari di un individuo e nella cronologia delle ricerche su Internet, con una scarsa supervisione giudiziaria. Gli agenti potevano perquisire una casa senza avvisare il proprietario, o intercettare una linea telefonica senza stabilirne la probabile causa.

Mentre i gruppi per le libertà civili combattevano contro quelle che essi vedevano come violazioni incostituzionali della privacy, ai sensi del Patriot Act, nel 2008 venne approvata una legge ancor più controversa, la FISA Amendments Act. Questa legge diede alla NSA delle autorità quasi incontrollate di intercettare telefonate americane, messaggi di testo ed e-mail, con la premessa di prendere di mira cittadini stranieri sospettati di terrorismo.

 

5. L’America è diventata più sicura, ma si è alterata

Bandiere statunitensi e una rosa, in un elenco di nomi delle vittime durante le cerimonie del decimo anniversario degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 al sito del World Trade Center a New York.

Lucas Jackson-Pool / Getty Images

 

Negli anni successivi all’11 settembre, gli americani ispirati dall’ideologia jihadista hanno ucciso 107 persone in attacchi terroristici interni (sino al settembre 2020). Quasi la metà di queste morti è avvenuta in un’orribile sparatoria al Pulse Nightclub di Orlando, ma non vi sono stati attacchi terroristici su larga scala contro le città statunitensi, come quelli che molti credevano avrebbero inevitabilmente seguito l’11 settembre.

“Se qualcuno avesse detto che questo è quel che ci si aspettava fosse la minaccia, il giorno dopo l’11 settembre, probabilmente sarebbe stato deriso”, dice Sterman. “Costui sarebbe apparso irrimediabilmente ingenuo”.

Le misure di sicurezza messe in atto dopo l’11 settembre sembrano aver sventato o scoraggiato un altro ambizioso complotto di agenti stranieri sul suolo americano. Ma, nel processo, dice Jenkins, il paese ha affrontato una “infinita” guerra al terrorismo, che ha indelebilmente alterato la struttura della vita americana.

 

FOTO: 11 settembre: Foto del più cruento attacco al suolo americano

Di

Dave Roos

 

 

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