Alessandro Magno

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Aggiornato: 21 febbraio 2020

Originale: 9 novembre 2009

 

Alessandro Magno

Editori di History.com

 

Alessandro Magno fu un antico sovrano macedone e una delle più grandi menti militari della storia che, come re di Macedonia e Persia, costituì il più grande impero che il mondo antico avesse mai visto.

Di volta in volta carismatico e spietato, brillante e affamato di potere, diplomatico e assetato di sangue, Alessandro ha ispirato una tale lealtà nei suoi uomini che essi lo avrebbero seguito ovunque e, se necessario, sarebbero morti, facendolo. Sebbene Alessandro Magno morì, prima di realizzare il suo sogno di creare un nuovo Regno, la sua influenza sulla cultura greca e asiatica fu così profonda, che ispirò una nuova epoca storica: il Periodo Ellenistico.

 

Da dove veniva Alessandro Magno?

Alessandro III nacque a Pella, in Macedonia, nel 356 a.C., dal re Filippo II e dalla regina Olimpia, anche se, secondo quanto narra la leggenda, suo padre era addirittura Zeus, il sovrano degli dèi greci.

Filippo II era un imponente militare a pieno titolo. Costui aveva trasformato la Macedonia (una regione della parte settentrionale della penisola greca) in una forza da non sottovalutare, e sognava di conquistare l’imponente Impero Persiano.

 

Bucefalo

All’età di 12 anni, Alessandro mostrò un coraggio impressionante, quando domò il cavallo selvaggio Bucefalo, un enorme stallone dal comportamento furioso. Quel cavallo divenne il suo compagno di battaglia, per gran parte della vita di Alessandro.

Quando Alessandro aveva 13 anni, Filippo chiamò il grande filosofo Aristotele, affinché questi insegnasse a suo figlio. Aristotele suscitò e favorì l’interesse di Alessandro per la letteratura, la scienza, la medicina e la filosofia.

Alessandro aveva solo 16 anni, quando Filippo andò a combattere l’Impero Bizantino e lasciò suo figlio a capo della Macedonia. Nel 338 a.C., Alessandro vide l’opportunità di dimostrare il suo valore militare e guidò una cavalleria contro la Sacra Banda di Tebe – un esercito selezionato presumibilmente imbattibile, composto interamente da amanti maschi – durante la Battaglia di Cheronea.

Alessandro mise in mostra il suo vigore e il suo coraggio, e la sua cavalleria decimò la Sacra Banda di Tebe.

 

Alessandro diventa re

Nel 336 a.C., Filippo, il padre di Alessandro, fu assassinato dalla sua guardia del corpo Pausania. A soli 20 anni, Alessandro rivendicò il trono Macedone e uccise i suoi rivali, prima che costoro potessero sfidare la sua sovranità.

Egli soppresse anche le ribellioni per l’indipendenza, nella Grecia settentrionale. Dopo aver ripulito la casa, Alessandro partì per seguire le orme di suo padre e continuare il dominio mondiale della Macedonia.

Alessandro nominò il generale Antìpatro quale reggente e si diresse in Persia col suo esercito. Attraversarono l’Ellesponto, uno stretto angusto tra il Mare Egeo e il Mar di Marmara, e affrontarono le forze persiane e greche sul fiume Granico. La vittoria sorrise ad Alessandro e ai macedoni.

Quindi, Alessandro si diresse a sud e prese facilmente la città di Sardi. Ma il suo esercito incontrò resistenza nelle città di Mileto, Mylasa e Alicarnasso. Sotto assedio, ma non sconfitta, Alicarnasso resistette abbastanza a lungo, affinché il re Dario III, il nuovo re persiano, organizzasse un robusto esercito.

 

Nodo Gordiano

Da Alicarnasso, Alessandro si diresse a nord verso Gordio, sede del leggendario Nodo Gordiano, un gruppo di nodi strettamente intrecciati tra loro e legati a un antico carro. Secondo una leggenda, colui che avesse sciolto il nodo, avrebbe conquistato tutta l’Asia.

Secondo la storia, Alessandro accettò la sfida, ma non fu in grado di sciogliere il nodo con le mani. Così, egli utilizzò un altro approccio e tagliò il nodo con la spada, rivendicando il trionfo.

 

Battaglia di Isso

Nel 333 a.C., Alessandro e i suoi uomini incontrarono un robusto esercito persiano, guidato dal re Dario III, vicino alla città di Isso, nel sud della Turchia. Le forze di Alessandro erano notevolmente più numerose negli uomini, ma non avevano l’esperienza né la determinazione per la vendetta e per pretendere la grande ricchezza della Persia, in gran parte depredata.

Quando divenne chiaro che Alessandro avrebbe vinto la battaglia di Isso, Dario fuggì con ciò che restava delle sue truppe, lasciando indietro sua moglie e la sua famiglia. Sua madre, Sisygambis, era così arrabbiata che lo rinnegò e adottò Alessandro come proprio figlio.

Ormai, era chiaro che Alessandro era un capo militare accorto, spietato e brillante – in effetti, lui non perse mai una battaglia, in vita sua. Avrebbe costruito un impero sulla scorta del suo motto: “Nulla è impossibile, per colui che osa“.

 

Battaglia di Tiro

Successivamente, Alessandro conquistò le città fenicie di Marathus e Arados. Egli respinse la richiesta di pace, formulata da Dario, e prese le città di Byblos e Sidone.

Quindi, nel gennaio del 332 a.C., assediò l’isola fortificata di Tiro, in quanto i Tiriani gli impedirono di entrare.

Ma Alessandro non aveva delle navi a cui affidarsi, e Tiro era circondata dall’acqua.

Alessandro ordinò ai suoi uomini di costruire una strada rialzata, per raggiungere Tiro. Tutto andò bene, finché non arrivarono a una distanza rilevante dai Tiriani. Ripetutamente, le forze Tiriane contrastarono gli ingegnosi tentativi di Alessandro di ottenere l’ingresso; e lui si rese conto di aver bisogno di una forte marina, per poter penetrare nelle loro difese.

Egli ammassò una grande flotta e, infine, violò le mura della città nel luglio del 332 a.C., giustiziando migliaia di Tiriani che avevano osato sfidarlo; di questi, molti altri furono venduti come schiavi.

 

Alessandro entra in Egitto

Dopo aver respinto un’altra offerta di pace di Dario, Alessandro partì per l’Egitto. Tuttavia, fu estromesso a Gaza, e fu costretto a sopportare un altro lungo assedio. Dopo diverse settimane, prese la città ed entrò in Egitto, dove fondò la città che porta ancora il suo nome: Alessandria.

Alessandro viaggiò nel deserto per consultare l’oracolo di Ammone, un dio di presunto buon consiglio. Le leggende parlano abbondantemente di ciò che accadde in quell’oracolo, ma Alessandro tacque in merito a quell’esperienza. Tuttavia, la visita favorì la speculazione in merito al fatto che Alessandro fosse una divinità.

 

Alessandro diventa il re di Persia

Dopo aver conquistato l’Egitto, Alessandro affrontò Dario e le sue imponenti truppe a Gaugamela, nell’ottobre del 331 a.C. Dopo feroci combattimenti e pesanti perdite da entrambe le parti, Dario fuggì e fu assassinato dalle sue stesse truppe. Si dice che Alessandro fosse triste, quando trovò il corpo di Dario, e che gli diede una sepoltura reale.

Liberatosi finalmente di Dario, Alessandro si proclamò re di Persia. Ma anche un altro leader persiano, Besso (che si pensa sia stato l’assassino di Dario), aveva rivendicato il trono persiano. Alessandro non poteva permettere che la richiesta di costui fosse legittima.

Dopo un’incessante ricerca di Alessandro, le truppe di Besso consegnarono costui a Tolomeo, il buon amico di Alessandro, che lo mutilò e lo giustiziò. Con Besso fuori dai piedi, Alessandro ebbe il pieno controllo della Persia.

 

Proskỳnesis   

Per ottenere credibilità presso i persiani, Alessandro assunse molte delle loro usanze. Iniziò a vestirsi come un persiano e adottò la pratica della proskỳnesis, un’usanza della corte persiana che prevedeva l’inchino e il bacio della mano di altri soggetti, in virtù del grado di costoro.

I macedoni non furono affatto entusiasti dei cambiamenti in Alessandro, né del suo tentativo di esser visto come una divinità. Essi rifiutarono di praticare la proskỳnesis, e alcuni di loro pianificarono la sua morte.

Sempre più paranoico, Alessandro ordinò la morte di uno dei suoi più stimati generali, Parmenione, nel 330 a.C., dopo che il figlio di Parmenione, Filota, era stato condannato (e poi ucciso) per aver pianificato un tentativo di omicidio di Alessandro.

 

Alessandro uccide Clito

Nel 328 a.C., anche Clito, un altro generale e amico intimo di Alessandro, incontrò una fine violenta. Stufo della nuova ‘personalità persiana’ di Alessandro, Clito si ubriacò e lo insultò continuamente, minimizzando i suoi successi.

Eccessivamente pressato, Alessandro trafisse Clito con una lancia, con uno spontaneo atto di violenza che lo lasciò angosciato. Alcuni storici ritengono che Alessandro abbia ucciso il suo generale in un impeto di ubriachezza, un problema persistente, che lo aveva afflitto per gran parte della sua vita.

Alessandro lottò per catturare la Sogdiana, una regione dell’Impero persiano che era rimasta fedele a Besso.

I Sogdiani trovarono un rifugio sull’apice di una roccia e rifiutarono la richiesta di resa, formulata loro da Alessandro.

Non essendo un tizio a cui poter rispondere “no”, Alessandro inviò alcuni dei suoi uomini per scalare la roccia e sorprendere i Sogdiani. Presumibilmente, su quella roccia c’era una ragazza, di nome Roxane.

Secondo i racconti storici, Alessandro si innamorò a prima vista di Roxane. La sposò, a dispetto dell’eredità sogdiana di costei, e i due si unirono nel viaggio.

 

Alessandro entra in India

Nel 327 a.C., Alessandro marciava sul Punjab, in India. Alcune tribù si arresero placidamente, a differenza di altre. Nel 326 a.C., Alessandro incontrò il re Poro della Paurava sul fiume Idaspe.

L’esercito di Poro era meno rodato di quello di Alessandro, ma aveva un’arma segreta: gli elefanti. Ma, nonostante ciò, dopo una feroce battaglia condotta nel bel mezzo di un violento temporale, Poro fu sconfitto.

Lungo l’Idaspe, ebbe luogo un evento che devastò Alessandro: la morte di Bucefalo, il suo amato cavallo.

Non è chiaro se esso sia morto per le ferite della battaglia o per vecchiaia, ma Alessandro ha chiamato Bucefala quella città, in suo onore.

Alessandro voleva proseguire la marcia, per conquistare tutta l’India; ma i suoi soldati, stanchi della guerra, si rifiutarono e i suoi ufficiali lo convinsero a tornare in Persia. Pertanto, Alessandro guidò le sue truppe lungo il fiume Indo, ma rimase gravemente ferito durante una battaglia contro i Malli.

Dopo essersi ripreso, divise le sue truppe, rimandandone una metà in Persia e l’altra metà a Gedrosia, un’area desolata a sinistra del fiume Indo.

 

Un matrimonio di massa

All’inizio del 324 a.C., Alessandro raggiunse la città di Susa, in Persia. Volendo unire persiani e macedoni, per creare una nuova razza fedele solo a lui, ordinò a molti dei suoi ufficiali di sposare principesse persiane in un matrimonio di massa. Egli prese anche altre due mogli per sé stesso.

L’esercito macedone si risentì, per il tentativo di Alessandro di cambiare la loro cultura, e molti soldati si ammutinarono. Ma, dopo che Alessandro prese una ferma posizione e rimpiazzò gli ufficiali e le truppe macedoni con i persiani, il suo esercito indietreggiò.

Per propagandare ulteriormente quella situazione, Alessandro restituì i titoli ai suoi soldati e organizzò un enorme banchetto di riconciliazione.

 

Morte di Alessandro Magno

Nel 323 a.C., Alessandro era a capo di un enorme impero e si era ripreso dalla devastante perdita del suo amico Efestione, che era anche noto per essere uno dei suoi amanti.

Grazie alla sua insaziabile brama di supremazia mondiale, impostò le strategie per conquistare l’Arabia. Ma non sarebbe vissuto tanto a lungo, per poter realizzare tale progetto. Dopo essere sopravvissuto a una feroce battaglia, Alessandro Magno morì nel giugno 323 a.C. a 32 anni.

Alcuni storici affermano che Alessandro morì di malaria o di altre cause naturali; altri credono che egli sia stato avvelenato. Ad ogni modo, lui non nominò mai un successore.

La sua morte – e le successive lotte sanguinose per il controllo – disfecero quell’impero, per creare il quale egli aveva combattuto così duramente.

 

Perché Alessandro Magno era il ‘Grande’?

Molte Terre conquistate conservarono l’influenza greca introdotta da Alessandro, e diverse città da lui fondate sono tuttora degli importanti centri culturali. Il periodo storico intercorrente tra la sua morte e il 31 a.C., quando il suo impero crollò, sarebbe divenuto noto come il Periodo Ellenistico, da “Hellazein“, che significa “parlare greco o identificarsi con i Greci”.

Alessandro Magno è venerato come uno dei leader più potenti e più influenti che il mondo antico abbia mai concepito.

 

Fonti

Alessandro Magno. Enciclopedia di Storia Antica.

Alessandro Magno. Livius.org.

Biografia di Alessandro Magno della Macedonia. Historyofmacedonia.org.

Alessandro il Macedone. Università Statale di San Jose.

Bucefalo. Enciclopedia di Storia Antica.

La battaglia di Isso. Livius.org.

La Sacra Banda di Tebe, da Plutarco, Vita di Pelopida. Fordham University.

L’assedio di Tiro (332 a.C.). Livius.org.

 

 

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Editori di History.com

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Ultimo aggiornamento

21 febbraio 2020

Data originale di pubblicazione

9 novembre 2009

Di

Editori di History.com

 

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