Assistenza domiciliare per i pazienti con COVID-19, che presentano sintomi lievi, e gestione dei loro contatti

https://www.who.int/publications-detail/home-care-for-patients-with-suspected-novel-coronavirus-(ncov)-infection-presenting-with-mild-symptoms-and-management-of-contacts

 

Assistenza domiciliare per i pazienti con COVID-19, che presentano sintomi lievi, e gestione dei loro contatti

Orientamento intermedio – 17 marzo 2020

 

Sfondo

L’OMS ha sviluppato questa guida intermedia per soddisfare la necessità di consigli su una sicura assistenza domiciliare, per pazienti con sospetto COVID-19, che presentino sintomi lievi [1], nonché su misure di salute pubblica, relative alla gestione dei loro contatti.

Questo documento è stato adattato dalla guida intermedia dell’infezione da coronavirus della sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS-CoV), che è stata pubblicata nel giugno 2018 ed è informato da linee–guida basate sulle prove, pubblicate dall’OMS, tra cui la prevenzione delle infezioni e il controllo delle malattie respiratorie acute epidemiche e pandemiche, nell’assistenza sanitaria e sulla base delle informazioni attuali sul COVID-19.

Questa raccomandazione è stata aggiornata con le ultime informazioni, e ha lo scopo di guidare i professionisti della salute pubblica, della prevenzione e del controllo delle infezioni (IPC), i gestori sanitari e gli operatori sanitari (HCW), quando costoro affrontano questioni relative all’assistenza domiciliare per i pazienti con sospetto COVID- 19 che presentino sintomi lievi, e quando gestiscono i loro contatti.

Questa guida si basa sulle prove sul COVID-19 e sulla fattibilità dell’attuazione delle misure IPC a domicilio.

Ai fini del presente documento, i “caregiver” sono i genitori, i coniugi e gli altri familiari o amici, privi di una formale formazione sanitaria.

Per le definizioni dei casi, far riferimento alla Global Surveillance per le infezioni umane da coronavirus (COVID-19). Si prega di fare riferimento alla prevenzione e al controllo delle infezioni durante l’assistenza sanitaria, in caso di sospetto del COVID-19, per una guida sull’IPC a livello di struttura sanitaria.

 

Dove gestire i pazienti con COVID-19

L’OMS raccomanda che tutti i casi confermati in laboratorio siano isolati e curati in una struttura sanitaria.

L’OMS raccomanda che tutte le persone con sospetto COVID-19, che hanno una grave infezione respiratoria acuta, siano sottoposte a valutazione presso il primo punto di contatto con il Sistema Sanitario, e che il trattamento di emergenza sia intrapreso in base alla gravità della malattia.

L’OMS ha aggiornato le linee guida di trattamento per i pazienti con ARI associata a COVID-19, che include una guida per i soggetti vulnerabili (ad esempio, gli anziani, le donne in gravidanza e i bambini). Nelle situazioni in cui non sia -possibile l’isolamento in una struttura sanitaria di tutti i pazienti, l’OMS sottolinea la necessità di priorizzare le persone con la più alta probabilità di esiti sfavorevoli: i pazienti con malattia grave e critica, nonché quelli con malattia lieve e con rischio di esito sfavorevole (età >60 anni, casi con co-morbilità sottostanti, ad esempio malattie cardiovascolari croniche, malattie respiratorie croniche, diabete, cancro).

Una malattia lieve può includere: sintomi virali non complicati da infezione del tratto respiratorio superiore, quali febbre, affaticamento, tosse (con o senza produzione di espettorato), anoressia, malessere, dolore muscolare, mal di gola, dispnea, congestione nasale o mal di testa. Raramente, i pazienti possono anche presentare diarrea, nausea e vomito.

Se non è possibile isolare in strutture sanitarie tutti i casi lievi, è necessario isolare quelli con malattie lievi e senza fattori di rischio in strutture non tradizionali, come hotel, stadi o palestre appositamente riadattati, dove costoro potranno rimanere fino a quando i sintomi non si risolveranno e i test di laboratorio per il virus COVID-19 non saranno negativi. In alternativa, i pazienti con malattia lieve e senza fattori di rischio possono essere gestiti a casa.

 

Assistenza domiciliare per pazienti con sospetto COVID-19, che presentano sintomi lievi

Per coloro che presentano una malattia lieve, il ricovero in ospedale potrebbe non essere possibile, a causa dell’onere gravante sul sistema sanitario, o potrebbe non essere necessario, a meno che non vi siano preoccupazioni per un rapido deterioramento. Se vi sono pazienti con una semplice malattia lieve, può essere presa in considerazione l’assistenza a domicilio, purché costoro possano essere seguiti e curati dai membri della famiglia. L’assistenza domiciliare può anche essere presa in considerazione, quando l’assistenza ospedaliera non sia disponibile o non sia sicura (ad es., qualora la capacità sia limitata e le risorse non siano in grado di soddisfare la domanda di servizi sanitari).

In queste situazioni, i pazienti con sintomi lievi e senza patologie croniche sottostanti – come malattie polmonari o cardiache, insufficienza renale o condizioni immunocompromesse, che mettono il paziente ad alto rischio di sviluppare complicanze – possono essere curati a casa. Questa decisione richiede un attento giudizio clinico e deve essere informata a séguito di una valutazione della sicurezza dell’ambiente familiare del paziente [2].

Nei casi in cui l’assistenza deve essere fornita a casa, se e dove possibile, un operatore sanitario qualificato dovrebbe condurre una valutazione per verificare se l’ambiente abitativo sia adatto a fornire assistenza; l’ACW deve valutare se il paziente e la famiglia siano in grado di aderire alle precauzioni che saranno raccomandate, come parte dell’isolamento di assistenza domiciliare (ad es. igiene delle mani, igiene respiratoria, pulizia ambientale, limitazioni al movimento intorno alla casa) e se possano affrontare i problemi di sicurezza (ad es. ingestioni accidentali e rischi di incendio, associati allo sfregamento delle mani con alcol).

Se e dove possibile, è necessario stabilire un collegamento di comunicazione con il personale sanitario privato, con quello pubblico o con entrambi, per tutta la durata del periodo di assistenza domiciliare, ossia finché i sintomi del paziente non si saranno completamente risolti. Sono necessarie informazioni più complete sul COVID-19 e sulla sua trasmissione, per definire la durata del periodo di isolamento domestico.

I pazienti e i membri della famiglia dovrebbero essere istruiti sull’igiene personale, sulle misure IPC di base e su come prendersi cura, nel modo più sicuro possibile, della persona sospettata di avere il COVID-19, per impedire che l’infezione si diffonda ai contatti della famiglia. I pazienti e i membri della famiglia dovrebbero ricevere supporto e formazione continui, e il monitoraggio dovrebbe continuare per tutta la durata dell’assistenza domiciliare. I membri della famiglia dovrebbero aderire alle seguenti raccomandazioni:

  • Collocare il paziente in una stanza singola ben ventilata (ad es. con finestre aperte e una porta aperta).
  • Limitare il movimento del paziente in casa e ridurre al minimo lo spazio condiviso. Assicurarsi che gli spazi condivisi (ad es. cucina, bagno) siano ben ventilati (tenere le finestre aperte).
  • I membri della famiglia dovrebbero stare in una stanza diversa o, se ciò non è possibile, mantenere una distanza di almeno 1 metro dalla persona malata (ad esempio, dormire in un letto separato) [3].
  • Limitare il numero di caregiver. Idealmente, assegnare una persona che sia in buona salute e che non abbia sottostanti patologie croniche o che non sia immunocompromessa. Non dovrebbero essere autorizzate le visite, fino a quando il paziente non si sia completamente ripreso, senza segni o sintomi del COVID-19.
  • Igienizzare le mani dopo qualsiasi tipo di contatto con i pazienti o col loro ambiente. L’igiene delle mani dovrebbe essere eseguita anche prima e dopo la preparazione del cibo, prima di mangiare, dopo aver usato il bagno e ogni volta che le mani sembrano sporche. Se le mani non sono visibilmente sporche, è possibile operare uno sfregamento delle stesse con dell’alcol. Per mani visibilmente sporche, usare acqua e sapone.
  • Quando si lavano le mani con acqua e sapone, è preferibile utilizzare asciugamani di carta ‘usa e getta’, per asciugare le mani. Se questi non sono disponibili, utilizzare asciugamani di stoffa puliti e sostituirli frequentemente.
  • Per contenere le secrezioni respiratorie, una maschera medica [4] deve essere fornita al paziente e indossata il più possibile e sostituita quotidianamente. Gli individui che non possono tollerare una maschera medica devono usare un’igiene respiratoria rigorosa; cioè, la bocca e il naso dovrebbero essere coperti con un fazzoletto di carta usa e getta quando si tossisce o starnutisce. I materiali utilizzati per coprire la bocca e il naso devono essere eliminati o puliti in modo appropriato dopo l’uso (ad es. Lavare i fazzoletti con sapone o detergente e acqua regolari).
  • Gli operatori sanitari devono indossare una maschera medica che copre la bocca e il naso quando si trovano nella stessa stanza del paziente. Le maschere non devono essere toccate o manipolate durante l’uso. Se la maschera si bagna o si sporca di secrezioni, deve essere sostituita immediatamente con una nuova maschera pulita e asciutta. Rimuovere la maschera con la tecnica appropriata, ovvero non toccare la parte anteriore, ma slegarla. Gettare la maschera immediatamente dopo l’uso ed eseguire l’igiene delle mani.
  • Evitare il contatto diretto con i fluidi corporei, in particolare con le secrezioni orali o respiratorie e le feci.

Utilizzare guanti monouso e una maschera, quando si prestano cure orali o respiratorie e quando si maneggiano le feci, l’urina e altri rifiuti. Igienizzare le mani, prima e dopo aver rimosso i guanti e la maschera.

  • Non riutilizzare maschere, né guanti.
  • Utilizzare biancheria e utensili da cucina dedicati per il paziente; questi articoli devono essere puliti con acqua e sapone dopo l’uso, e possono essere riutilizzati, anziché eliminati.
  • Pulire e disinfettare quotidianamente le superfici che vengono frequentemente toccate, nella stanza in cui viene curato il paziente, come comodini, basamenti e altri mobili della camera da letto. Per la pulizia, utilizzare prima il sapone o il detergente per l’ordinario uso domestico; quindi, dopo il risciacquo, applicare un normale disinfettante domestico, contenente ipoclorito di sodio allo 0,1% (equivalente a 1000 ppm).
  • Pulire e disinfettare, almeno una volta al giorno, le superfici del bagno e dei servizi igienici. Per la pulizia, utilizzare prima il sapone o il detergente ordinario per l’uso domestico; quindi, dopo il risciacquo, applicare un normale disinfettante domestico, contenente lo 0,1% di ipoclorito di sodio.
  • Pulire i vestiti del paziente, la biancheria del letto e del bagno e gli asciugamani, con acqua e sapone normale per il bucato, o lavarli in lavatrice a 60–90 °C (140-194 °F) con un comune detergente domestico, e asciugare accuratamente. Mettere la biancheria contaminata in un sacchetto per biancheria. Non agitare la biancheria sporca ed evitare che i materiali contaminati vengano a contatto con la pelle e i vestiti.
  • Usare guanti e indumenti protettivi (ad es. grembiuli in plastica), quando si puliscono le superfici o si maneggiano indumenti o biancheria, che siano macchiati con fluidi corporei. A seconda del contesto, è possibile utilizzare guanti da lavoro o monouso. Dopo l’uso, i guanti da lavoro devono essere puliti con acqua e sapone, e decontaminati con una soluzione di ipoclorito di sodio allo 0,1%. I guanti monouso (ad es. in Nitrile o in lattice) devono essere eliminati, dopo ogni utilizzo. Igienizzare le mani, prima di indossarli e dopo averli rimossi.
  • Guanti, maschere e altri rifiuti, generati durante le cure domestiche, devono essere collocati in un cestino con un coperchio, nella stanza del paziente, prima di smaltirli come rifiuti infettivi [5]. L’onere dello smaltimento dei rifiuti infetti spetta all’autorità sanitaria locale.
  • Evitare altri tipi di esposizione a oggetti contaminati dall’ambiente che circonda il paziente (ad es., non condividere spazzolini da denti, sigarette, utensili da cucina, stoviglie, bevande, asciugamani, salviette o biancheria da letto).
  • Gli operatori sanitari, quando forniscono assistenza domiciliare, devono eseguire una valutazione del rischio, per selezionare gli adeguati dispositivi di protezione individuale, e attenersi alle raccomandazioni per le gocce e alle precauzioni di contatto.
  • Per liberare dall’isolamento domiciliare i pazienti lievi, confermati da un laboratorio, che vengono curati a casa, questi casi devono risultare negativi per due volte ai test PCR, dai campioni raccolti ad almeno 24 ore di distanza. Laddove il test non sia possibile, l’OMS raccomanda che i pazienti confermati rimangano isolati per altre due settimane, dopo la risoluzione dei sintomi.

 

Gestione dei contatti

Le persone (compresi i ‘caregiver’ e gli operatori sanitari) che sono state esposte a persone con sospetto COVID-19, sono considerate ‘contatti’ e devono essere avvisate di monitorare la loro salute per 14 giorni dall’ultimo giorno di possibile contatto.

Un contatto è una persona coinvolta in una delle seguenti condizioni, nel periodo che va da 2 giorni prima fino ai 14 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi nel paziente:

  • Avere un contatto diretto con un paziente COVID-19 entro 1 metro e per >15 minuti;
  • Fornire assistenza diretta ai pazienti con malattia da COVID-19, senza utilizzare adeguati dispositivi di protezione individuale;
  • Soggiornare nello stesso ambiente vicino a un paziente COVID-19 (inclusa la condivisione di un posto di lavoro, di una classe o di una famiglia o di aver partecipato ad uno stesso incontro) per qualsiasi periodo di tempo;
  • Viaggiare in prossimità di (cioè entro 1 m di distanza da) un paziente COVID-19, in qualsiasi mezzo di trasporto;
  • e altre situazioni, come indicate dalle valutazioni dei rischi locali.

Per i ‘caregiver’, dovrebbe essere stabilito un modo di comunicare con un fornitore di assistenza sanitaria, per la durata del periodo di osservazione. Inoltre, il personale sanitario dovrebbe rivedere regolarmente la salute dei contatti via telefono ed, idealmente e qualora possibile, tramite personali visite giornaliere, in modo da poter eseguire specifici test diagnostici, se necessario.

Il fornitore di assistenza sanitaria dovrebbe istruire preventivamente i contatti, in merito a quando e dove cercare assistenza in caso di malattia, alla più appropriata modalità di trasporto da utilizzare, a quando e dove accedere alla struttura sanitaria designata e a quali precauzioni IPC debbano essere seguite.

Se un contatto sviluppa sintomi, è necessario adottare le seguenti misure:

  • Informare la struttura medica ricevente del fatto che arriverà un contatto sintomatico.
  • Durante il viaggio per cercare assistenza, il contatto deve indossare una maschera medica.
  • Se possibile, il contatto dovrebbe evitare di utilizzare i mezzi pubblici per giungere alla struttura; potrà essere chiamata un’ambulanza, o il contatto malato potrà essere trasportato in un veicolo privato con tutti i finestrini aperti, se possibile.
  • Il contatto sintomatico deve essere avvisato di eseguire l’igiene respiratoria e l’igiene delle mani, nonché di stare in piedi o di sedersi il più lontano possibile dagli altri (almeno 1 metro) durante il trasporto e quando si trova nella struttura sanitaria.
  • Eventuali superfici, che si sporchino di secrezioni respiratorie o di altri fluidi corporei durante il trasporto, dovrebbero essere pulite con sapone o detergente e, quindi, disinfettate con un normale prodotto domestico, contenente una soluzione di candeggina diluita allo 0,5%.

 

Ringraziamenti

La versione originale della guida IPC sul MERS-CoV (1), che ha costituito la base di questo documento, è stata sviluppata in consultazione con la Rete Globale di Prevenzione e Controllo delle Infezioni dell’OMS e con altri esperti internazionali. L’OMS ringrazia coloro che sono stati coinvolti nello sviluppo dei documenti IPC per il MERS-CoV.

L’OMS ringrazia i seguenti individui per aver fornito la recensione:

Abdullah M Assiri, Director General, Infection Control, Ministry of Health, Saudi Arabia; Michael Bell, Deputy Director of the Division of Healthcare Quality Promotion, Centers for Disease Control and Prevention, Atlanta, GA, USA; Gail Carson, ISARIC Global Support Centre, Director of Network Development, Consultant in Infectious Diseases, and Honorary Consultant with Public Health England, United Kingdom; John M Conly, Department of Medicine, Microbiology, Immunology and Infectious Diseases, Calvin, Phoebe and Joan Snyder Institute for Chronic Diseases, Faculty of Medicine, University of Calgary, Calgary, Canada; Barry Cookson, Division of Infection and Immunity, University College London, United Kingdom; Babacar NDoye, Board Member, Infection Control Network,

Dakar, Senegal; Kathleen Dunn, Manager, Healthcare-Associated Infections and Infection Prevention and Control Section, Centre for Communicable Disease Prevention and Control, Public Health Agency of Canada; Dale Fisher, Global Outbreak Alert and Response Network Steering Committee; Fernanda Lessa, Epidemiologist, Division of Healthcare Quality Promotion, Centers for Disease Control and Prevention, Atlanta, GA, USA; Moi Lin Ling, Director, Infection Control Department, Singapore General Hospital, Singapore, and President of Asia Pacific Society of Infection Control; Didier Pittet, Director, Infection Control Program and WHO Collaborating Centre on Patient Safety, University of Geneva Hospitals, and Faculty of Medicine, Geneva, Switzerland; Fernando Otaiza O’Ryan, Head, National IPC Program, Ministry of Health, Santiago, Chile; Diamantis Plachouras, Unit of Surveillance and Response Support, European Centre for Disease Prevention and Control, Solna, Sweden; Wing Hong Seto, Department of Community Medicine, School of Public Health, University of Hong Kong, China, Hong Kong Special Administrative Region; Nandini Shetty, Consultant Microbiologist, Reference Microbiology Services, Health Protection Agency, Colindale, United Kingdom; Rachel M. Smith, Division of Healthcare Quality Promotion, Centers for Disease Control and Prevention, Atlanta, GA, USA.

L’OMS ringrazia anche:

Benedetta Allegranzi, Gertrude Avortri, April Baller, Ana Paula Coutinho, Nino Dal Dayanghirang, Christine Francis, Pierre Clave Kariyo, Maria Clara Padoveze, Joao Paulo Toledo, Nahoko Shindo, Valeska Stempliuk, and Maria Van Kerkhove.

 

Riferimenti

1.World Health Organization. Home care for patients with Middle East respiratory syndrome coronavirus (MERS- CoV) infection presenting with mild symptoms and management of contacts: interim guidance (accessed 26 January 2020).

2.World Health Organization. Infection prevention and control of epidemic- and pandemic-prone acute respiratory diseases in health care. (accessed 26 January 2020).

3.World Health Organization. Clinical management of severe acute respiratory infection (SARI) when COVID- 19 disease is suspected. Geneva: World Health Organization; 2020 (accessed 17 March 2020).

4.World Health Organization. WHO guidelines on hand hygiene in health care: first global patient safety challenge. (accessed 20 January 2020).

5.World Health Organization. Global surveillance for human infection with novel coronavirus (2019-nCoV): interim guidance (accessed 17 March 2020).

 

Ulteriori Riferimenti

World Health Organization. Management of asymptomatic persons who are RT-PCR positive for Middle East respiratory syndrome coronavirus (MERS-CoV): interim guidance, (accessed 20 January 2020).

World Health Organization. Clinical management of severe acute respiratory infection when Middle East respiratory syndrome coronavirus (MERS-CoV) infection is suspected: interim guidance, (accessed 20 January 2020).

World Health Organization. Infection prevention and control during health care for probable or confirmed cases of Middle East respiratory syndrome coronavirus (MERS- CoV) infection: interim guidance. (accessed 20 January 2020).

Atkinson J, Chartier Y, Pessoa-Silva CL, Jensen P, Li Y, Seto WH, editors. Natural ventilation for infection control in health-care settings: WHO guidelines 2009. Geneva: World Health Organization; 2009

(http://apps.who.int/iris/handle/10665/44167, accessed 20 January 2020).

Laboratory testing for 2019 novel coronavirus (2019-nCoV) in suspected human cases: interim guidance, 17 January 2020.

Geneva: World Health Organization; 2020

(https://apps.who.int/iris/handle/10665/330676, accessed 20 January 2020).

Chan JF, Yuan S, Kok KH, To KK, Chu H, Yang J, et al. A familial cluster of pneumonia associated with the 2019 novel coronavirus indicating person-to-person transmission: a study of a family cluster. Lancet. 2020. doi: 10.1016/S0140-6736(20)30154-9.

Drosten C, Meyer B, Müller MA, Corman VM, Al-Masri M, Hossain R, et al. Transmission of MERS-coronavirus in household contacts. N Engl J Med. 2014;371:828-35. doi:10.1056/NEJMoa1405858.

Health Protection Agency (HPA) UK Novel Coronavirus Investigation Team. Evidence of person-to-person transmission within a family cluster of novel coronavirus infections, United Kingdom, February 2013. Euro Surveill. 2013; 18(11): 20427. doi:10.2807/ese.18.11.20427-en.

Hung C, Wang Y, Li X, Ren L, Yhao J, Hu Y, et al. Clinical features of patients infected with 2019 coronavirus in Wuhan, China. Lancet. 2020. doi:10.1016/S0140-6736(20)30183-5.

Li Q, Guan X, Wu P, Zhou L, Tong Y, Ren R, et al. Early transmission dynamics in Wuhan, China, of novel coronavirus−infected pneumonia. N Engl J Med. 2020. doi:10.1056/NEJMoa2001316.

Omrani AS, Matin MA, Haddad Q, Al-Nakhli D, Memish ZA, Albarrak AM. A family cluster of Middle East respiratory syndrome coronavirus infections related to a likely unrecognized asymptomatic or mild case. Int J Infect Dis. 2013;17(9):e668-72. doi:10.1016/j.ijid.2013.07.001.

Ren LL, Wang YM, Wu YQ, Xiang YC, Guo L, Xu T, et al. Identification of a novel coronavirus causing severe pneumonia in human: a descriptive study. Chin Med J (Engl). 2020. doi:10.1097/CM9.0000000000000722.

L’OMS continua a monitorare attentamente la situazione, in cerca di eventuali cambiamenti che potrebbero influenzare questa guida intermedia. Qualora dovessero cambiare dei fattori, l’OMS pubblicherà un ulteriore aggiornamento. In caso contrario, questo documento di orientamento intermedio scadrà 2 anni dopo la data di pubblicazione.

© Organizzazione mondiale della sanità 2020. Alcuni diritti riservati. Questo lavoro è disponibile con licenza IGO CC BY-NC-SA 3.0.

Numero di riferimento OMS: WHO / nCov / IPC / HomeCare / 2020.3

 

1 – Una malattia lieve può includere: sintomi virali non complicati da infezione del tratto respiratorio superiore, quali febbre, affaticamento, tosse (con o senza produzione di espettorato), anoressia, malessere, dolore muscolare, mal di gola, dispnea, congestione nasale o mal di testa. Raramente, i pazienti possono anche presentare diarrea, nausea e vomito.

2 – Un esempio di elenco di controllo, per la valutazione delle condizioni ambientali della casa, è disponibile nell’allegato C del riferimento 2.

3 – Un’eccezione può essere fatta per le madri che allattano. Considerando i benefici dell’allattamento al seno e il ruolo insignificante del latte materno nella trasmissione di altri virus respiratori, una madre potrebbe continuare ad allattare. La madre dovrebbe indossare una maschera medica, quando è vicina al suo bambino, ed igienizzare le mani prima e dopo aver avuto uno stretto contatto con il bambino. Ella dovrà inoltre seguire le altre misure igieniche descritte in questo documento.

4 – Le maschere mediche sono maschere chirurgiche o di procedura, piatte o pieghettate (alcune hanno la forma di una tazza); sono tenute in posizione da delle corde che si legano intorno alla parte posteriore della testa.

5 – L’autorità sanitaria locale dovrebbe adottare delle misure, per garantire che i rifiuti vengano smaltiti in una discarica sanitaria, e non in una discarica aperta non monitorata.

 

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