https://www.thepatent.news/2020/05/04/coronavirus-plasma-therapy/

 

 

Coronavirus: funziona la terapia al plasma? Cosa hai bisogno di sapere

di Alessio Iannicelli

4 maggio 2020

in Medicina, Scienze

 

Sui social e su WhatsApp, stanno girando post e video in merito al miglioramento dell’efficacia della terapia col plasma iperimmune contro il Coronavirus: tutto ciò che devi sapere.

 

La terapia col plasma è davvero efficace contro il Coronavirus? Questa è la domanda che molti italiani si sono posti nelle ultime ventiquattro ore. Domenica 3 maggio, hanno iniziato a circolare con insistenza molti contenuti sul web, che elogiano l’efficacia quasi “miracolosa” di un protocollo sanitario testato all’Ospedale Carlo Poma di Mantova, che utilizza il plasma per trattare gli effetti del Coronavirus. Apparentemente, tutto è iniziato da un messaggio su Whatsapp e da un post su Facebook. Il messaggio di Whatsapp dice:

“Ti darò alcune buone notizie, che sono arrivate ufficialmente dall’ospedale di Mantova. Per quasi un mese, le morti per Covid-19 sono state azzerate. E noi viviamo in Lombardia, nell’epicentro dell’epidemia. Ripeto: AZZERATE. Anche i soggetti ritenuti quasi come morti, trasportati a Mantova, sono guariti. Nessun miracolo, semplicemente a Mantova, come sai già (e a Pavia), hanno usato e testato il plasma iperimmune (ottenuto dal sangue dei guariti). La fase dei test è completata e il rapporto, che sarà presto rilasciato, sarà sorprendente.

Quindi, esisterebbe una cura, che costerebbe quasi zero. L’unico limite è che abbiamo bisogno di donatori, ma questo è possibile con la rete Avis, anche grazie al lavoro di sensibilizzazione (a Mantova, coloro che escono guariti dall’ospedale donano il sangue con piacere). Il noto virologo Burioni, colui che ha affermato che in Italia il pericolo era zero, ora va in TV (profumatamente pagato), per dire che il plasma ha un limite e che un farmaco sintetizzato sarebbe migliore (chissà perché)”.

 

Al messaggio, è allegato un post di Facebook, pubblicato dal Dr. Giuseppe De Donno, capo del Dipartimento di Pneumatologia dell’Ospedale Carlo Poma di Mantova:

“Il signor scienziato (il Professor Roberto Burioni, Dottore di ricerca) è colui che, nonostante avesse detto che il Coronavirus non sarebbe mai arrivato in Italia, ha considerato con ritardo il plasma iperimmune.

Forse, il professore non sa cosa sia il test di neutralizzazione. Forse, non conosce i metodi di controllo del plasma. Posto che abbiamo il supporto dell’AVIS.

Lo perdóno. Io, un piccolo pneumologo suburbano. Io, che non sono mai stato invitato da Fazio o da Vespa.

Ora, costui parlerà del plasma iperimmune. E io e Franchini scrolleremo le spalle, perché…

È importante salvare vite umane!

Buona vita, allora, professor Burioni. Ti abbiamo dato la possibilità di parlare ancora. I miei pazienti ti ringraziano.

PS: Vedo che stai già farneticando su come trasformare una democratica donazione gratuita in una “cosa” sintetizzata da un’azienda farmaceutica.

Non siamo certo delle scimmie stupide!

Sempre tuo

Peppino.”

PS: condividetelo, amici. Forse, arriveremo al Professore E potrò chiedergli un autografo!

NB: se condividi il post, fai attenzione! La mia introduzione sparirà. Rimarrà solo il panegirico del professore! Facebook vuole spiegarcelo?

 

Questi contenuti hanno fatto rapidamente il giro dei social media e hanno portato molti italiani (e molti giornali) a chiedersi cosa ci sia, di vero, dietro la storia della terapia al plasma contro il Coronavirus.

 

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Coronavirus: la terapia al plasma funziona davvero?

Il plasma è un componente del sangue: esso contiene proteine, sostanze nutritive, prodotti metabolici, ormoni ed elettroliti inorganici, ma è privo di cellule. Secondo alcuni ricercatori, i pazienti che soffrono di forme molto gravi di COVID-19 potrebbero essere trattati con “plasma iperimmune”, ossia il plasma delle persone guarite dal Coronavirus, perché questa sostanza è ricca di anticorpi. Una volta iniettato nel sangue dei pazienti, i suoi anticorpi aiuterebbero il corpo del paziente a combattere il virus.

I primi, a sperimentare questa terapia, sono stati i medici dell’ospedale di Shanghai, in Cina, a febbraio.

In Italia, gli ospedali di Pavia e Mantova hanno appena completato un processo che avrebbe portato a risultati molto soddisfacenti. “I risultati ottenuti per singoli casi sono stati sorprendenti”, ha affermato il responsabile di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del Poma di Mantova.

“Ora, con i colleghi di Pavia, stiamo esaminando tutti i casi, valutando la risposta clinica e quella strumentale, per trarre conclusioni generali su quella che è una terapia specifica contro il COVID-19″.

In attesa di dati ulteriori, l’Istituto Superiore di Sanità ha espresso un’opinione molto cauta. Gli esperti dell’ISS hanno affermato che: “È evidente il fatto che gli anticorpi policlonali in grado di neutralizzare il virus SARS-CoV-2 si siano sviluppati in modelli animali, a seguito di un’infezione naturale o sperimentale.

Si stanno consolidando le prove preliminari per cui la trasfusione di plasma da soggetti convalescenti a pazienti con SARS-CoV-2 può essere terapeuticamente efficace. Il ruolo degli anticorpi non neutralizzanti, che nel caso della SARS in alcuni casi hanno “stimolato” la replicazione virale, dovrebbe essere ulteriormente studiato. Tuttavia, è ancora difficile identificare le porzioni-bersaglio – lineari o conformazionali – della proteina S, su cui basare la produzione di anticorpi monoclonali a scopi terapeutici su larga scala”.

Al momento, pertanto, permangono dubbi sull’efficacia e (soprattutto) sull’applicabilità della terapia con plasma iperimmune su larga scala.

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