COVID-19 e influenza, una tempesta perfetta

https://science.sciencemag.org/content/368/6496/1163

 

COVID-19 e influenza, una tempesta perfetta

  1. Edward A. Belongia1 ,
  2. Michael T. Osterholm2

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Science, 12 giu 2020:

Vol. 368, numero 6496, pagg. 1163

DOI: 10.1126/science.abd2220

 

Il mondo è in acque sconosciute, nella stagione del virus respiratorio del 2020. Per la prima volta nella storia moderna, l’emisfero boreale affronta la prospettiva della pandemia del coronavirus 2019 (COVID-19) e una simultanea epidemia di influenza stagionale. Ognuna di queste causa malattie potenzialmente letali o morte, specialmente negli anziani, nelle persone con malattie croniche e in altre popolazioni vulnerabili.

Come possiamo prepararci a questa convergenza?

I tempi e la gravità di un’ondata di COVID-19 in autunno e in inverno sono incerti, ma le passate esperienze con le pandemie influenzali del 1918 e del 1957 indicano la possibilità di una ripresa. Non si sa quasi nulla sull’interazione tra il virus dell’influenza e la sindrome respiratoria acuta grave per coronavirus-2 (SARS-CoV-2, la causa della COVID-19) negli individui. La co-infezione aumenterà il rischio di malattie gravi o amplificherà la diffusione del virus? Dalla Cina, sono state segnalate poche co-infezioni, durante la prima fase della pandemia. Nell’emisfero australe, la stagione influenzale è appena iniziata e potrebbe fornire alcuni indizi su cosa ci si può aspettare nell’emisfero settentrionale, entro la fine dell’anno.

Gran parte della popolazione rimane sensibile alla SARS-CoV-2 e lo stress negli ospedali sarà maggiore, se la COVID-19 e le epidemie di influenza dovessero sovrapporsi e raggiungere il picco nello stesso periodo di tempo. È possibile che il numero di individui infetti da ciascun virus raggiunga il picco in momenti diversi, riducendo il picco della domanda per i letti ospedalieri.

Se in autunno si verificherà un’impennata dei casi di COVID-19, saranno necessarie più rigide strategie di mitigazione. Gli ordini di allontanamento sociale e di restare a casa sono dirompenti, dal punto di vista sociale ed economico, ma possono ridurre la domanda di letti negli ospedali e possono proteggere i soggetti più vulnerabili. Tali misure ridurranno anche la trasmissione di altri virus respiratori, tra cui l’influenza e il virus respiratorio sinciziale. Le forniture di dispositivi di protezione individuale devono sufficientemente soddisfare le esigenze previste per una grave stagione influenzale, unita alla COVID-19.

Vi sono differenze importanti tra l’epidemiologia della COVID-19 e quella dell’influenza stagionale, ma i sintomi si sovrappongono. I test diagnostici molecolari per il SARS-CoV-2 sono fondamentali per tutti i pazienti con malattie respiratorie acute, specialmente durante i periodi di co-circolazione.

Sono necessari dei test rapidi per distinguere tra influenza e COVID-19, per guidare l’assistenza ai pazienti e per supportare un completo programma di controllo della COVID-19 (incluso l’isolamento dei casi e la rapida identificazione e la quarantena dei loro contatti). Dovrebbe essere compiuto ogni sforzo, per garantire che le risorse siano disponibili per i test combinati per COVID-19 e influenza.

Questi test dovrebbero essere gratuiti per i pazienti, poiché hanno un duplice scopo: la salute pubblica e l’assistenza ai pazienti.

Non abbiamo ancora un vaccino contro la COVID-19, ma sono disponibili dei vaccini antinfluenzali sicuri e moderatamente efficaci. Il loro uso diffuso è più importante ora di quanto non lo sia mai stato; incoraggiamo gli operatori sanitari, i datori di lavoro e i leader delle comunità a promuovere la vaccinazione. L’efficacia del vaccino varia secondo la stagione e il sottotipo, ma la vaccinazione offre una protezione simile contro il ricovero in ospedale per influenza e malattia ambulatoriale confermate in laboratorio. La diffusa disinformazione sui social media include la falsa affermazione che la vaccinazione antinfluenzale aumenta il rischio di infezione da SARS-CoV-2. Scienziati, operatori sanitari e leader della sanità pubblica devono contrastare queste affermazioni con informazioni chiare e basate sull’evidenza, in merito all’importanza della vaccinazione antinfluenzale durante la pandemia di COVID-19.

La prospettiva di una seconda ondata di COVID-19 richiede una pianificazione, al fine di garantire l’ottimale distribuzione dei vaccini antinfluenzali, a partire dall’inizio del prossimo autunno. I siti della comunità, preposti alla vaccinazione, sono spesso istituiti per avere il massimo volume e la miglior efficienza, e saranno necessari degli approcci alternativi per mantenere l’allontanamento fisico e minimizzare il rischio di trasmissione della SARS-CoV-2, in particolare perché molti destinatari di vaccini contro l’influenza sono ad alto rischio per complicazioni sia per l’influenza, sia per la COVID-19.

Gli studi randomizzati hanno dimostrato che alcuni vaccini antinfluenzali potenziati (ad es., vaccino inattivato ad alte dosi e vaccini ricombinanti) generano una maggiore protezione per gli anziani, rispetto al vaccino inattivato a dose standard. La tempistica ottimale per la vaccinazione antinfluenzale, nei pazienti con COVID-19 confermata, è incerta. Non ci sono studi clinici sugli effetti della vaccinazione antinfluenzale nei pazienti con COVID-19, ma può essere prudente ritardare la somministrazione del vaccino, finché la malattia acuta non si sarà risolta.

In tutto il mondo, sono stati segnalati il 6 giugno oltre 400.000 morti per COVID-19, di cui oltre 109.000 negli Stati Uniti. Il numero effettivo di morti è quasi certamente più elevato, e siamo ancora nella fase iniziale della pandemia.

I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie stimano che l’influenza abbia ucciso da 12.000 a 61.000 persone ogni stagione, negli ultimi dieci anni. Ci sarà dunque una ‘tempesta perfetta’ di COVID-19 e di influenza, durante la stagione 2020-2021? Non lo sappiamo ancora, ma dobbiamo iniziare a prepararci nei prossimi mesi.

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