Gli Aztechi

https://www.history.com/topics/ancient-americas/aztecs

 

Aggiornato: 21 febbraio 2020

Originale: 27 ottobre 2009

 

Gli Aztechi

History.com Editors

 

Gli Aztechi, che probabilmente nacquero come tribù nomade nel nord del Messico, arrivarono in Mesoamerica intorno all’inizio del XIII secolo. Dalla loro magnifica capitale, Tenochtitlan, gli Aztechi emersero come la forza dominante del Messico centrale, sviluppando una complessa organizzazione sociale, politica, religiosa e commerciale che, entro il XV secolo, portò sotto il loro controllo molte delle città-stato della regione. Gli invasori, guidati dal conquistatore spagnolo Hernán Cortés, rovesciarono l’Impero azteco con la forza e si impossessarono di Tenochtitlan nel 1521, ponendo fine all’ultima grande civiltà nativa della Mesoamerica.

 

Storia dei primi aztechi

Le esatte origini del popolo azteco sono incerte, ma si ritiene che essi siano sorti come tribù settentrionale di cacciatori-raccoglitori, il cui nome derivava dalla loro terra d’origine, ossia Aztlan, alias “Terra Bianca”, nella lingua azteca di Nahuatl. Gli Aztechi erano anche noti come Tenochca (da cui derivava il nome della loro capitale, Tenochtitlan) o Mexica (l’origine del nome della città che avrebbe sostituito Tenochtitlan, nonché il nome dell’intero Paese).

Gli Aztechi apparvero in Mesoamerica – come è nota la regione centro-meridionale del Messico precolombiano – all’inizio del XIII secolo. Il loro arrivo ebbe luogo subito dopo la caduta della civiltà mesoamericana precedentemente dominante, i Toltechi – o forse contribuì a provocarla.

Lo sapevate? La lingua azteca, il Nahuatl, era la lingua dominante nel Messico centrale verso la metà del 1350. Numerose parole nahuatl, prese in prestito dagli spagnoli, furono in seguito assorbite anche dalla lingua inglese, tra cui chile (peperoncino), avocado, cioccolato, coyote, peyote, guacamole, ocelot e mescal.

Quando gli Aztechi videro un’aquila appollaiata su un cactus, nella terra paludosa vicino al confine sud-ovest del Lago Texcoco, la presero come un’indicazione per costruire lì il loro insediamento. Così, drenarono la terra paludosa, costruirono delle isole artificiali su cui poter piantare dei giardini e stabilirono le basi della loro capitale, Tenochtitlán, nel 1325 d.C. Le tipiche colture azteche includevano mais, fagioli, zucche, patate, pomodori e avocado; si sostennero anche attraverso la pesca e la caccia di animali locali, come conigli, armadilli, serpenti, coyoti e tacchini selvatici. Il loro sistema – relativamente sofisticato – di agricoltura (che includeva la coltivazione intensiva della terra e i metodi di irrigazione) e una potente tradizione militare avrebbero consentito agli Aztechi di costruire uno Stato affermato e, in seguito, un impero.

 

L’impero azteco

Nel 1428, sotto il loro capo Itzcoatl, gli Aztechi formarono un’alleanza a tre con i Texcocan e i Tacuban, per sconfiggere i loro più potenti rivali della regione, i Tepanec, e per conquistare Azcapotzalco, la capitale di questi ultimi. Montezuma (Moctezuma) I, il successore di Itzcoatl, che prese il potere nel 1440, era un grande guerriero che fu ricordato come il padre dell’impero azteco. All’inizio del XVI secolo, gli Aztechi erano arrivati a governare fino a 500 piccoli Stati e su 5/6 milioni di persone, sia tramite le loro conquiste che coi loro commerci. La città di Tenochtitlán, al suo apice, contava più di 140.000 abitanti ed era il centro più densamente popolato che sia mai esistito in Mesoamerica.

I vivaci mercati – come il Tlatelolco di Tenochtitlan, visitato da circa 50.000 persone nei giorni di mercato più importanti – guidarono l’economia azteca. La civiltà azteca era anche molto sviluppata socialmente, intellettualmente e artisticamente. Era una società altamente strutturata, con un rigido sistema di caste, alla cui cima vi erano i nobili, mentre nel settore inferiore c’erano servi, servitori a contratto e schiavi.

 

Regione Azteca

La fede azteca condivideva molti aspetti con altre religioni mesoamericane, come quella dei Maya, incluso in particolare il rito del sacrificio umano. Nelle grandi città dell’impero azteco, magnifici templi, palazzi, piazze e statue incarnavano l’immancabile devozione di quelle civiltà verso i numerosi dèi aztechi, tra cui Huitzilopochtli (dio della guerra e del sole) e Quetzalcoatl (“Serpente Piumato”), un dio Tolteco che ricopriva molti importanti ruoli nella fede azteca, nel corso degli anni. Il Grande Tempio, o Templo Mayor, nella capitale azteca di Tenochtitlan, era dedicato a Huitzilopochtli e a Tlaloc, il dio della pioggia.

Il calendario azteco, comune per gran parte della Mesoamerica, era basato su un ciclo solare di 365 giorni e con un ciclo rituale di 260 giorni; il calendario ha avuto un ruolo centrale nella religione e nei rituali della società azteca.

 

Invasione degli europei e caduta della civiltà azteca

Il primo europeo a visitare il territorio messicano fu Francisco Hernandez de Cordoba, che arrivò nello Yucatan da Cuba con tre navi e circa 100 uomini, agli inizi del 1517. I rapporti di Cordoba, al suo ritorno a Cuba, spinsero Diego Velasquez, il governatore spagnolo lì presente, a inviare in Messico un drappello più consistente, sotto il comando di Hernán Cortés. Nel marzo del 1519, Cortés sbarcò nella città di Tabasco, dove apprese dagli indigeni notizie sull’esistenza della grande civiltà azteca, poi governata da Moctezuma (o Montezuma) II.

Sfidando l’autorità di Velasquez, Cortés fondò la città di Veracruz sulla costa messicana sud-orientale, dove costui addestrò il suo esercito in una disciplinata forza di combattimento. Cortés e circa 400 soldati marciarono quindi verso il Messico, aiutati da una donna nativa, conosciuta come Malinche, che servì come traduttrice. Grazie all’instabilità presente all’interno dell’impero azteco, Cortés fu in grado di stringere alleanze con altri popoli indigeni, in particolare i Tlascalani, che allora erano in guerra con Montezuma.

Nel novembre del 1519, Cortés e i suoi uomini arrivarono a Tenochtitlan, dove Montezuma e il suo popolo li accolsero come ospiti d’onore, secondo l’usanza azteca (in parte, a causa della somiglianza fisica di Cortés con Quetzalcoatl dalla pelle chiara, il cui ritorno era stato profetizzato nella leggenda azteca).

Sebbene gli Aztechi fossero in numero superiore, le loro armi erano inferiori e Cortés fu in grado di prendere immediatamente in ostaggio Montezuma e il suo entourage di nobili, ottenendo il controllo di Tenochtitlan.

Gli spagnoli uccisero quindi migliaia di nobili aztechi, durante una cerimonia di danza rituale, e Montezuma morì in circostanze poco chiare, mentre era imprigionato.

Le malattie europee, come il vaiolo, la parotite e il morbillo, erano anche armi potenti contro la popolazione locale, che non era immune ad esse. Un monaco francescano che viaggiava con Cortés osservò l’impatto del vaiolo sugli Aztechi: “Ne sono morti in massa… In molti luoghi è successo che, in una casa, sono periti tutti e, poiché era impossibile seppellire il gran numero di morti, abbatterono le case su di loro, in modo che queste diventassero le loro tombe”. Nel 1520, il vaiolo aveva ridotto del 40% la popolazione di Tenochtitlan, in un solo anno.

Cuauhtemoc, il giovane nipote di Montezuma, assunse la carica di imperatore e gli Aztechi cacciarono gli spagnoli dalla città. Con l’aiuto dei rivali nativi degli Aztechi, Cortés scatenò un’offensiva contro Tenochtitlan, sconfiggendo infine la resistenza di Cuauhtemoc il 13 agosto 1521. In totale, si ritiene che circa 240.000 persone perirono nella conquista della città, il ché pose fine alla civiltà azteca. Dopo la sua vittoria, Cortés rase al suolo Tenochtitla e, sulle sue rovine, costruì Città del Messico, che divenne rapidamente il principale centro europeo nel Nuovo Mondo.

 

 

Informazioni della citazione

Titolo dell’articolo

Aztechi

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Editori di History.com

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HISTORY

URL

https://www.history.com/topics/ancient-americas/aztecs

Data d’accesso

22 maggio 2020

Editore

Reti televisive A&E

Ultimo aggiornamento

21 febbraio 2020

Data originale di pubblicazione

27 ottobre 2009

Di

History.com Editors

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https://www.history.com/topics/ancient-americas/aztecs

 

Updated: Feb 21, 2020

Original: Oct 27, 2009

 

Aztecs

History.com Editors

The Aztecs, who probably originated as a nomadic tribe in northern Mexico, arrived in Mesoamerica around the beginning of the 13th century. From their magnificent capital city, Tenochtitlan, the Aztecs emerged as the dominant force in central Mexico, developing an intricate social, political, religious and commercial organization that brought many of the region’s city-states under their control by the 15th century. Invaders led by the Spanish conquistador Hernán Cortés overthrew the Aztec Empire by force and captured Tenochtitlan in 1521, bringing an end to Mesoamerica’s last great native civilization.

 

Early Aztec History

The exact origins of the Aztec people are uncertain, but they are believed to have begun as a northern tribe of hunter-gatherers whose name came from their homeland Aztlan, or “White Land” in the Aztec language of Nahuatl. The Aztecs were also known as the Tenochca (from which the name for their capital city, Tenochtitlan, was derived) or the Mexica (the origin of the name of the city that would replace Tenochtitlan, as well as the name for the entire country). The Aztecs appeared in Mesoamerica–as the south-central region of pre-Columbian Mexico is known–in the early 13th century. Their arrival came just after, or perhaps helped bring about, the fall of the previously dominant Mesoamerican civilization, the Toltecs.

Did you know? The Aztec language, Nahuatl, was the dominant language in central Mexico by the mid-1350s. Numerous Nahuatl words borrowed by the Spanish were later absorbed into English as well, including chile or chili, avocado, chocolate, coyote, peyote, guacamole, ocelot and mescal.

When the Aztecs saw an eagle perched on a cactus on the marshy land near the southwest border of Lake Texcoco, they took it as a sign to build their settlement there. They drained the swampy land, constructed artificial islands on which they could plant gardens and established the foundations of their capital city, Tenochtitlán, in 1325 A.D. Typical Aztec crops included maize (corn), along with beans, squashes, potatoes, tomatoes and avocadoes; they also supported themselves through fishing and hunting local animals such as rabbits, armadillos, snakes, coyotes and wild turkey. Their relatively sophisticated system of agriculture (including intensive cultivation of land and irrigation methods) and a powerful military tradition would enable the Aztecs to build a successful state, and later an empire.

 

The Aztec Empire

In 1428, under their leader Itzcoatl, the Aztecs formed a three-way alliance with the Texcocans and the Tacubans to defeat their most powerful rivals for influence in the region, the Tepanec, and conquer their capital of Azcapotzalco. Itzcoatl’s successor Montezuma (Moctezuma) I, who took power in 1440, was a great warrior who was remembered as the father of the Aztec empire. By the early 16th century, the Aztecs had come to rule over up to 500 small states, and some 5 to 6 million people, either by conquest or commerce. Tenochtitlán at its height had more than 140,000 inhabitants, and was the most densely populated city ever to exist in Mesoamerica.

Bustling markets such as Tenochtitlan’s Tlatelolco, visited by some 50,000 people on major market days, drove the Aztec economy. The Aztec civilization was also highly developed socially, intellectually and artistically. It was a highly structured society with a strict caste system; at the top were nobles, while at the bottom were serfs, indentured servants and slaves.

 

Aztec Region

The Aztec faith shared many aspects with other Mesoamerican religions, like that of the Maya, notably including the rite of human sacrifice. In the great cities of the Aztec empire, magnificent temples, palaces, plazas and statues embodied the civilization’s unfailing devotion to the many Aztec gods, including Huitzilopochtli (god of war and of the sun) and Quetzalcoatl (“Feathered Serpent”), a Toltec god who served many important roles in the Aztec faith over the years. The Great Temple, or Templo Mayor, in the Aztec capital of Tenochtitlan was dedicated to Huitzilopochtli and Tlaloc, the rain god.

The Aztec calendar, common in much of Mesoamerica, was based on a solar cycle of 365 days and a ritual cycle of 260 days; the calendar played a central role in the religion and rituals of Aztec society.

 

European Invasion & Fall of the Aztec Civilization

The first European to visit Mexican territory was Francisco Hernandez de Cordoba, who arrived in Yucatan from Cuba with three ships and about 100 men in early 1517. Cordoba’s reports on his return to Cuba prompted the Spanish governor there, Diego Velasquez, to send a larger force back to Mexico under the command of Hernán Cortés. In March 1519, Cortes landed at the town of Tabasco, where he learned from the natives of the great Aztec civilization, then ruled by Moctezuma (or Montezuma) II.

Defying the authority of Velasquez, Cortes founded the city of Veracruz on the southeastern Mexican coast, where he trained his army into a disciplined fighting force. Cortes and some 400 soldiers then marched into Mexico, aided by a native woman known as Malinche, who served as a translator. Thanks to instability within the Aztec empire, Cortes was able to form alliances with other native peoples, notably the Tlascalans, who were then at war with Montezuma.

In November 1519, Cortes and his men arrived in Tenochtitlan, where Montezuma and his people greeted them as honored guests according to Aztec custom (partially due to Cortes’ physical resemblance to the light-skinned Quetzalcoatl, whose return was prophesied in Aztec legend). Though the Aztecs had superior numbers, their weapons were inferior, and Cortes was able to immediately take Montezuma and his entourage of lords hostage, gaining control of Tenochtitlan. The Spaniards then murdered thousands of Aztec nobles during a ritual dance ceremony, and Montezuma died under uncertain circumstances while in custody.

European diseases like smallpox, mumps and measles were also powerful weapons against the local population, who lacked immunity to them. A Franciscan monk traveling with Cortés observed the impact of smallpox on the Aztecs: “They died in heaps…In many places it happened that everyone in a house died, and as it was impossible to bury the great number of dead, they pulled down the houses over them, so that their homes became their tombs.” By 1520, smallpox had reduced the population of Tenochtitlan by 40% in just one year.

Cuauhtemoc, Montezuma’s young nephew, took over as emperor, and the Aztecs drove the Spaniards from the city. With the help of the Aztecs’ native rivals, Cortes mounted an offensive against Tenochtitlan, finally defeating Cuauhtemoc’s resistance on August 13, 1521. In all, some 240,000 people were believed to have died in the city’s conquest, which effectively ended the Aztec civilization. After his victory, Cortes razed Tenochtitla and built Mexico City on its ruins; it quickly became the premier European center in the New World.

 

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Aztecs

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History.com Editors

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HISTORY

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https://www.history.com/topics/ancient-americas/aztecs

Access Date

22 may 2020

Publisher

A&E Television Networks

Last Updated

February 21, 2020

Original Published Date

October 27, 2009

By

History.com Editors

 

 

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