Influenza spagnola

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Aggiornato: 19 maggio 2020

Originale: 12 ottobre 2010

 

Influenza spagnola

History.com Editors

 

La pandemia di influenza spagnola del 1918, la più mortale della storia, infettò circa 500 milioni di persone in tutto il mondo – circa un terzo della popolazione del pianeta – e provocò da 20 a 50 milioni di vittime, tra cui circa 675.000 americani.

L’influenza del 1918 fu osservata per la prima volta in Europa, negli Stati Uniti e in alcune parti dell’Asia, prima di diffondersi rapidamente in tutto il mondo. All’epoca, non esistevano farmaci o vaccini efficaci per il trattamento di questo ceppo-killer di influenza. Ai cittadini fu ordinato di indossare maschere; scuole, teatri e attività commerciali furono chiusi e i corpi dei defunti vennero ammucchiati in obitori di fortuna, prima che il virus finisse la sua micidiale marcia globale.

 

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Cos’è l’influenza?

L’influenza è un virus che attacca il sistema respiratorio. Il virus dell’influenza è altamente contagioso: quando una persona infetta tossisce, starnutisce o parla, vengono generate delle goccioline respiratorie, che sono trasmesse nell’aria e che possono, quindi, essere inalate da chiunque nelle vicinanze.

Inoltre, una persona che tocca un oggetto infettato dal virus e poi si tocca la bocca, gli occhi o il naso, può diventare infettata.

Lo sapevi? Durante la pandemia di influenza del 1918, il commissario per la salute della città di New York cercò di rallentare la trasmissione dell’influenza ordinando alle aziende di aprire e chiudere su turni sfalsati, per evitare il sovraffollamento nelle metropolitane.

I focolai di influenza si verificano ogni anno e variano in gravità, in ragione del tipo di virus che si sta diffondendo (i virus dell’influenza possono mutare rapidamente).

 

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Stagione influenzale

Negli Stati Uniti, la “stagione influenzale”, in genere, va dal tardo autunno alla primavera. In un anno tipico, oltre 200.000 americani sono ricoverati in ospedale per complicazioni legate all’influenza e, negli ultimi tre decenni, ci sono stati da 3.000 a 49.000 decessi negli Stati Uniti ogni anno, secondo i Centers for Disease Control and Prevention.

I bambini piccoli, le persone di età superiore ai 65 anni, le donne in gravidanza e le persone con determinate condizioni mediche, come l’asma, il diabete o le malattie cardiache, affrontano un rischio maggiore di complicanze influenzali, tra cui polmonite, otite, sinusite e bronchite.

Una pandemia di influenza, come quella del 1918, si verifica quando un nuovo ceppo influenzale particolarmente virulento, per il quale ci sia un’immunità scarsa o nulla, si diffonde rapidamente tra le persone in tutto il mondo.

 

Sintomi dell’influenza spagnola

La prima ondata della pandemia del 1918 si verificò in primavera e, generalmente, fu mite. I malati, che presentavano sintomi influenzali tipici, come brividi, febbre e affaticamento, di solito si riprendevano dopo diversi giorni, ed era basso il numero dei decessi riportati.

Tuttavia, una seconda ondata di influenza altamente contagiosa apparve con una rappresaglia, nell’autunno dello stesso anno. Le vittime morirono entro poche ore o pochi giorni dallo sviluppo dei sintomi; la loro pelle diventava blu e i polmoni si riempivano di liquido, che li fece soffocare. In un solo anno, nel 1918, l’aspettativa di vita media in America si abbassò di una dozzina d’anni.

 

Cosa causò l’influenza spagnola?

Non si sa esattamente da dove provenisse il particolare ceppo dell’influenza che causò la pandemia; tuttavia, l’influenza del 1918 fu osservata per la prima volta in Europa, in America e nelle aree asiatiche, prima di diffondersi in quasi tutto il pianeta nel giro di pochi mesi.

Sebbene l’influenza del 1918 non fosse stata isolata in un solo posto, essa divenne nota in tutto il mondo come ‘influenza spagnola’, poiché la Spagna fu colpita duramente dalla malattia e non fu soggetta ai blackout delle notizie che, in tempo di guerra, interessarono altri paesi europei.

Anche Alfonso XIII, il re di Spagna, avrebbe contratto l’influenza.

Un aspetto insolito dell’influenza del 1918 fu che questa colpì molti giovani precedentemente sani, un gruppo di individui normalmente resistente a questo tipo di malattia infettiva, tra cui un certo numero di militari della prima guerra mondiale.

 

In effetti, a causa dell’influenza del 1918 morirono più soldati statunitensi di quanti ne furono uccisi in battaglia, durante la guerra. Il 40% della Marina degli Stati Uniti fu colpito dall’influenza, mentre il 36% dell’esercito si ammalò, e le truppe, che si muovevano in tutto il mondo su treni e navi affollate, aiutarono a diffondere il virus-killer.

Sebbene il bilancio delle vittime attribuito all’influenza spagnola sia spesso stimato tra i 20 e i 50 milioni in tutto il mondo, altre stime arrivano a 100 milioni di vittime, circa il 3% della popolazione mondiale.

I numeri esatti sono impossibili da conoscere, a causa della mancanza di una documentazione medica in molti luoghi.

Ciò che è noto, tuttavia, è che poche località furono immuni all’influenza del 1918: in America, vi furono vittime tra i residenti delle principali città e tra le remote comunità dell’Alaska. Anche il presidente Woodrow Wilson avrebbe contratto l’influenza all’inizio del 1919, mentre stava negoziando il Trattato di Versailles, che pose fine alla prima guerra mondiale.

 

Perché l’influenza spagnola venne chiamata così?

L’influenza spagnola non ha avuto origine in Spagna, anche se lo fu la copertura delle notizie . Durante la prima guerra mondiale, la Spagna era un paese neutrale, con media liberi che riportarono notizie del focolaio sin dall’inizio, descrivendolo per la prima volta a Madrid alla fine di maggio del 1918. Nel frattempo, i Paesi alleati e le potenze centrali avevano censori in tempo di guerra, che tacevano le notizie dell’influenza, per mantenere alto il morale. Poiché le fonti spagnole delle notizie erano le uniche a riferire sull’influenza, molti credettero che questa avesse origine lì (gli spagnoli, nel frattempo, credevano che il virus provenisse dalla Francia e lo chiamavano “influenza francese”).

 

LEGGI TUTTO: Perché fu chiamata “influenza spagnola?”

 

Da dove veniva l’influenza spagnola?

Gli scienziati non conoscono ancora con certezza l’origine dell’influenza spagnola, sebbene le teorie indichino la Francia, la Cina, la Gran Bretagna o gli Stati Uniti, dove il primo caso noto fu riportato a Camp Funston di Fort Riley, Kansas, l’11 marzo 1918.

Alcuni credono che i soldati infetti diffondessero la malattia in altri campi militari in tutto il Paese, e poi la portarono all’estero. Nel marzo 1918, 84.000 soldati americani attraversarono l’Atlantico, successivamente seguìti da altri 118.000, nel mese successivo.

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Foto: Modi innovativi con cui le persone hanno cercato di proteggersi dall’influenza

 

La battaglia contro l’influenza spagnola

Quando l’influenza del 1918 colpì, i medici e gli scienziati non erano sicuri in merito alle sue cause o a come trattarla. A differenza di oggi, non c’erano vaccini o antivirali efficaci, né farmaci che trattassero l’influenza.

Il primo vaccino antinfluenzale con licenza apparve in America negli anni ’40. Nel decennio successivo, i produttori di vaccini potevano produrre regolarmente dei vaccini che avrebbero aiutato a controllare e prevenire future pandemie.

Vi furono complicazioni per il fatto che la prima guerra mondiale aveva lasciato alcune regioni dell’America con una carenza di medici e di altri operatori sanitari. E molti individui, nell’ambito del personale medico disponibile degli Stati Uniti, ebbero l’influenza.

Inoltre, gli ospedali in alcune aree erano così sovraccarichi di pazienti con influenza che le scuole, le case private e altri edifici dovettero essere convertiti in ospedali improvvisati, alcuni dei quali erano gestiti da studenti di medicina.

I funzionari di alcune comunità imposero la quarantena, ordinarono ai cittadini di indossare maschere e chiusero i luoghi pubblici, tra cui scuole, chiese e teatri. Alle persone venne raccomandato di rimanere al chiuso e di evitare di stringere la mano, le biblioteche arrestarono il prestito dei libri e vennero approvati dei regolamenti che vietarono di sputare.

Secondo il New York Times, durante la pandemia, i boy scout di New York City si avvicinavano alle persone che avevano visto sputare per strada, dando loro dei documenti che dicevano: “Stai violando il codice sanitario”.

 

Intossicazione da aspirina e influenza

Senza alcuna cura per l’influenza, molti medici prescrivevano farmaci che ritenevano avrebbero alleviato i sintomi… inclusa l’aspirina, che era stata brevettata da Bayer nel 1899, un brevetto che era scaduto nel 1917, il che significa che nuove compagnie erano in grado di produrre il farmaco durante l’epidemia dell’influenza spagnola.

Prima del picco di morti attribuito all’influenza spagnola nel 1918, la Chirurgia Generale degli Stati Uniti, la Marina e il Journal of American Medical Association avevano raccomandato tutti l’uso dell’aspirina.

I professionisti medici consigliarono ai pazienti di assumerne fino a 30 grammi al giorno, una dose ormai nota come tossica. Per fare un paragone, oggi il parere medico è quello per cui le dosi superiori ai quattro grammi non sono sicure.

I sintomi dell’intossicazione da aspirina includono l’iperventilazione e l’edema polmonare, o l’accumulo di liquido nei polmoni, e oggi si ritiene che molte, delle morti del mese di ottobre, siano state effettivamente causate o sollecitate dall’intossicazione da aspirina.

 

L’influenza assume un pesante tributo dalla società

L’influenza assunse un pesante tributo umano, spazzando via intere famiglie e lasciando innumerevoli vedove e orfani, sulla sua scia. Le imprese di pompe funebri furono sopraffatte e i corpi vennero ammucchiati. Molte persone dovettero scavare delle tombe per i propri familiari.

L’influenza fu dannosa anche per l’economia. Negli Stati Uniti, le aziende furono costrette a chiudere, perché molti dipendenti erano malati. I servizi di base, come la consegna della posta e la raccolta dei rifiuti, vennero ostacolati, poiché l’influenza colpì i lavoratori.

In alcuni luoghi, non c’erano lavoratori agricoli sufficienti per i raccolti. Anche i dipartimenti sanitari statali e locali chiusero i loro affari, ostacolando così gli sforzi per registrare la diffusione dell’influenza del 1918 e per fornire risposte al pubblico, a tale riguardo.

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Come le città degli Stati Uniti tentarono di fermare la pandemia di influenza del 1918

Una seconda devastante ondata dell’influenza spagnola colpì le coste americane nell’estate del 1918, quando i soldati di ritorno dal fronte, infettati dalla malattia, la diffusero alla popolazione in generale, specialmente nelle città densamente affollate. In mancanza di un vaccino o di un piano terapeutico approvato, spettò ai sindaci locali e ai funzionari sanitari il compito di improvvisare dei piani per salvaguardare la sicurezza dei loro cittadini. Con la pressione di apparire patriottici in tempo di guerra e con i media censurati che minimizzavano la diffusione della malattia, molti di loro presero delle decisioni tragiche.

La risposta di Filadelfia fu troppo ridotta e avvenne troppo tardi. Il dott. Wilmer Krusen, direttore della sanità pubblica e degli enti di beneficenza per la città, insistette sul fatto che l’aumento delle vittime non era dovuto all’influenza spagnola, ma piuttosto alla normale influenza. Così, il 28 settembre, la città andò avanti con una parata di Prestiti in Libertà, a cui parteciparono decine di migliaia di cittadini, che così diffusero la malattia come un incendio. In soli 10 giorni, morirono oltre 1.000 Filadelfi e vi furono altri 200.000 malati. Solo allora, la città chiuse saloni e teatri. Nel marzo del 1919, oltre 15.000 cittadini di Filadelfia avevano perso la vita.

La situazione a St. Louis, nel Missouri, era diversa: scuole e cinema furono chiusi e le riunioni pubbliche furono vietate. Di conseguenza, il tasso di mortalità a St. Louis fu solo 1/8 del tasso di mortalità di Filadelfia, durante il picco della pandemia.

I cittadini di San Francisco venivano multati di $5 – una somma significativa, all’epoca – se colti in pubblico senza maschere, e venivano accusati di disturbare la quiete.

 

La pandemia dell’influenza spagnola giunge al termine

Nell’estate del 1919, la pandemia influenzale finì, poiché gli individui che erano infettati morirono o svilupparono l’immunità.

Quasi 90 anni più tardi, nel 2008, i ricercatori hanno annunciato di aver scoperto ciò che rese così micidiale l’influenza del 1918: un gruppo di tre geni permise al virus di indebolire i tubi bronchiali e i polmoni di una vittima e di aprire, così, la strada alla polmonite batterica.

Dal 1918, ci furono molte altre pandemie influenzali, sebbene nessuna sia stata mortale. Una pandemia di influenza dal 1957 al 1958 uccise circa 2 milioni di persone in tutto il mondo, tra cui circa 70.000 persone negli Stati Uniti, e una pandemia dal 1968 al 1969 uccise circa 1 milione di persone, tra cui circa 34.000 americani.

Più di 12.000 americani sono morti durante la pandemia di H1N1 (o “influenza suina”), che si verificò dal 2009 al 2010. La nuova pandemia di coronavirus del 2020 si sta diffondendo in tutto il mondo, mentre i Paesi si affrettano a trovare una cura per la COVID-19 e i cittadini si rifugiano per evitare di diffondere la malattia, che è particolarmente mortale in quanto molti portatori restano asintomatici per giorni, prima di rendersi conto di essere infetti.

Ciascuna di queste moderne pandemie porta un rinnovato interesse e una nuova attenzione all’influenza spagnola, o “pandemia dimenticata”, così chiamata perché la sua diffusione venne oscurata per via della mortalità della Prima Guerra Mondiale e fu coperta dai blackout delle notizie e da una scarsa tenuta dei registri.

 

 

Maggiori informazioni: Pandemie che hanno cambiato la storia

 

Fonti

Salicilati e mortalità influenzale pandemica, 1918-1919 Farmacologia, Patologia e prove storiche.

Malattie infettive cliniche.

Nella Pandemia del 1918, un altro possibile killer: l’aspirina. The New York Times.

Come l’orribile influenza del 1918 si diffuse in tutta l’America. Smithsonian Magazine.

Cosa può insegnarci la debacle dell’influenza spagnola sul coronavirus. Politico.

 

Informazioni sulla citazione

Titolo dell’articolo

Influenza spagnola

 

Autore

Editor di History.com

 

Nome del sito Web

HISTORY

 

URL

https://www.history.com/topics/world-war-i/1918-flu-pandemic

 

Editore

A&E Television Networks

 

Ultimo aggiornamento

19 maggio 2020

 

Data della pubblicazione originale

12 ottobre 2010

 

tag

Pandemie

 

Di

Editori di History.com

 

 

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