Le antiche specie di ominidi, tra cui lo “Schiaccianoci”, potrebbero aver creato degli strumenti

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Le antiche specie di ominidi, tra cui lo “Schiaccianoci”, potrebbero aver creato degli strumenti

I fossili appena descritti sono i primi esemplari di mani, braccia e spalle dello stesso individuo di Paranthropus boisei

 

I primi fossili rinvenuti di mani, braccia e spalle dello stesso individuo di Paranthropus boisei, sono stati scoperti in Kenya. Questi reperti indicano che questo antico ominide combinava potenti braccia con un’impugnatura in grado di fabbricare almeno degli utensili in pietra.

B.g. Richmond et al / Journal of Human Evolution 2020

Di Bruce Bower

3 marzo 2020, alle ore 7:00

 

 

Il Paranthropus boisei, un ominide africano che visse tra circa 2,3 milioni e 1,2 milioni di anni fa, potrebbe aver assunto la manualità necessaria per la costruzione di utensili di pietra.

Questa è la deduzione relativa al rinvenimento dei primi fossili di mano, braccio e spalla appartenenti allo stesso individuo di P. boisei, come affermano il paleobiologo David Green e i suoi colleghi.

I fossili suggeriscono che questa specie estinta combinava potenti braccia, adatte all’arrampicata sugli alberi, con mani agguantanti, in grado di modellare strumenti in pietra, come riportato dai ricercatori nel Journal of Human Evolution di aprile.

Il P. boisei, un lontano cugino degli umani moderni, era privo di un pollice spesso e fortemente ghermente, caratteristico del contemporaneo ominide, l’Homo erectus (SN: 24/03/15), che è un prolifico produttore di sofisticati strumenti in pietra. Ma le ossa della mano appena descritte suggeriscono che il P. boisei potesse impugnare abbastanza bene, per creare ed usare dei semplici strumenti in pietra e in osso, proprio come altri membri della famiglia umana potrebbero avere già fatto 3,3 milioni di anni fa (SN: 5/20/15). Questo successe molto prima dell’emergere del genere Homo, che apparve circa 2,8 milioni di anni fa. Ma i resoconti sulla costruzione di utensili prima della nascita dell’Homo sono controversi.

 

“Questa è la prima prova del fatto che quelle creature, che quasi certamente non erano nostri diretti antenati, avrebbero potuto creare strumenti”, afferma il paleoantropologo Bernard Wood della George Washington University di Washington, D.C.

“Quindi, non possiamo più supporre – né avremmo mai dovuto ipotizzare – che solo l’Homo potesse creare strumenti “, afferma Wood, che non era coinvolto nella nuova ricerca.

 

È allettante il sostenere che solo l’H. erectus – il quale aveva un cervello delle dimensioni pari al doppio di quelle medie del cervello del P. boisei – avrebbe potuto realizzare asce a doppio taglio, a forma di lacrima, che risalgono all’incirca allo stesso tempo dei due ominidi. Tali strumenti richiedevano più abilità e maggiore pianificazione, rispetto ai precedenti strumenti di taglio, ben più semplici. Ma il caso non è chiuso, come afferma Green, della Campbell University School of Osteopathic Medicine di Buies Creek, Carolina del Nord: “Dovremo trovare strumenti che possano essere associati con fiducia al P. boisei, e valutare le capacità tecniche di costui, prima di affermare che l’H. erectus fosse un miglior costruttore di utensili.”

Scavi e indagini, effettuati dal 2004 al 2010 nel sito di Ileret in Kenya, hanno prodotto le nuove scoperte dei P. boisei. Dei fossili sono stati rinvenuti nei sedimenti che risalgono a circa 1,53 milioni e 1,51 milioni di anni.

Impronte risalenti a 1,5 milioni di anni prima, scoperte a Ileret, potrebbero appartenere all’H. erectus o al P. boisei (SN: 16/04/12).

 

Un grande teschio maschile, scoperto nel 1959, è il fossile più noto di P. boisei. Soprannominato come “Uomo Schiaccianoci”, questo individuo ha zigomi larghi, che sporgono in avanti, e una cresta ossea in cima al suo cranio, che un tempo era dotato di enormi muscoli masticatori. Lo schiaccianoci potrebbe essersi nutrito principalmente di erbe e piante fiorite, chiamate carici (SN: 5/2/11).

Alcuni suggerimenti del fatto che un altro membro del genere Paranthropus, il P. robustus, fabbricasse strumenti in pietra, proposti esaminando delle ossa di dita isolate, rinvenute nel complesso della caverna di Swartkrans in Sudafrica, risalgono a più di 30 anni fa (SN: 28/05/88). Parti di due ossa del braccio e due della gamba, di un maschio adulto di P. boisei, sono state rinvenute da allora nella Gola di Olduvai, in Tanzania (SN 12/10/13). Ma le scoperte di Ileret offrono il primo sguardo alle ossa di tutto l’arto superiore di un individuo di P. boisei. Di conseguenza, i ricercatori possono ricostruire con maggior sicurezza quali tipi di movimenti del braccio e della mano potessero eseguire quegli ominidi.

 

I manufatti in pietra sono abbondanti negli antichi siti dell’Homo, un segno del fatto che il nostro genus si basava molto più intensamente sulla produzione di utensili, rispetto al P. boisei, così come afferma l’antropologo biologo Neil Roach dell’Università di Harvard, che non era coinvolto nella ricerca.

Non è stato possibile collegare chiaramente ai fossili di P. boisei alcun manufatto in pietra.

È strano, aggiunge Roach, che i fossili di Ileret siano relativamente grandi e spessi, il che suggerisce che il P. boisei fosse più atletico e fisicamente più attivo di quanto si possa presumere per una specie ominide che, a differenza dell’H. erectus, probabilmente non mangiava carne.

 

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Citazioni

B.g. Richmond et al.: L’arto superiore del Paranthropus boisei di Ileret, in Kenya. Journal of Human Evolution. Vol. 141, aprile 2020. doi: 10.1016 / j.jhevol.2019.102727.

Informazioni su Bruce Bower

Bruce Bower scrive di scienze comportamentali per Science News dal 1984. Scrive di psicologia, antropologia, archeologia e problemi di salute mentale.

 

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