Le cellule-T, trovate nei pazienti con COVID-19, sono di buon auspicio per un’immunità a lungo termine

https://www.sciencemag.org/news/2020/05/t-cells-found-covid-19-patients-bode-well-long-term-immunity#

 

I ‘cacciatori immunitari’, chiamati cellule-T, possono cercare e distruggere una cellula (verde) infetta dal (e facente copie del) SARS-CoV-2 (giallo).

NIAID

 

Le cellule-T, trovate nei pazienti con COVID-19, sono di buon auspicio per un’immunità a lungo termine

Di Mitch Leslie – 14 Maggio 2020 – 21:00

 

La relazione di Science sulla COVID-19 è supportata dal Pulitzer Center.

I guerrieri immunitari, noti come cellule-T, ci aiutano a combattere alcuni virus, ma la loro importanza nel combattere il SARS-CoV-2, il virus che causa la COVID-19, non è chiara. Ora, due studi rivelano che le persone infette ospitano cellule-T che hanno il virus come bersaglio, e possono aiutarle a recuperare. Entrambi gli studi hanno anche scoperto che alcune persone, mai infettate dal SARS-CoV-2, hanno queste difese cellulari, molto probabilmente perché queste erano state precedentemente infettate da altri coronavirus.

“Questi dati sono incoraggianti”, afferma la virologa Angela Rasmussen della Columbia University. Sebbene gli studi non chiariscano se le persone – che guariscono da un’infezione di SARS-CoV-2 – possano scongiurare la possibilità di essere in futuro infettate dal virus, sia la Dottoressa Rasmussen che i predetti studi clinici hanno identificato delle forti risposte delle cellule-T ad esso, che “promettono bene per lo sviluppo di un’immunità protettiva a lungo termine”, dice la Rasmussen. I risultati potrebbero anche aiutare i ricercatori a creare migliori vaccini.

Gli oltre 100 vaccini in sviluppo contro il COVID-19 si concentrano principalmente su un’altra risposta immunitaria: gli anticorpi. Queste proteine sono prodotte dalle cellule B e si agganciano idealmente al SARS-CoV-2, impedendone l’ingresso nelle cellule. Le cellule-T, al contrario, contrastano le infezioni in due modi differenti: le cellule-T helper stimolano le cellule B e altri difensori immunitari ad agire, mentre le cellule-T killer prendono di mira le cellule infette e le distruggono. La gravità della malattia può dipendere dalla forza di queste risposte delle cellule-T.

Utilizzando strumenti bio-informatici, un team guidato da Shane Crotty e Alessandro Sette, immunologi dell’Istituto di immunologia di La Jolla, ha predetto quali frammenti di proteine virali avrebbero provocato le più potenti risposte delle cellule-T. Hanno quindi esposto a questi frammenti virali le cellule immunitarie di 10 pazienti, che si erano ripresi da casi lievi di COVID-19.

Tutti i pazienti erano portatori di cellule-T helper, che riconoscevano la ‘proteina del picco’ del SARS-CoV-2, che consente al virus di infiltrarsi nelle nostre cellule. Essi ospitavano anche cellule-T helper, che reagiscono ad altre proteine del SARS-CoV-2. E il team ha rilevato cellule-T killer virus-specifiche nel 70% dei soggetti, come si riporta oggi su Cell. “Il sistema immunitario vede questo virus e crea un’efficace risposta immunitaria”, afferma Sette.

I risultati corrispondono a quelli di uno studio pubblicato come prestampa il 22 aprile su medRxiv, dall’immunologo Andreas Thiel e colleghi, dell’ospedale universitario Charité di Berlino. Essi hanno identificato le cellule-T helper che colpiscono la proteina del picco in 15 su 18 pazienti ricoverati in ospedale per la COVID-19.

I team hanno anche chiesto se gli individui, che non sono stati infettati dal SARS-CoV-2, producono anche cellule che lo combattono. Thiel e colleghi hanno analizzato il sangue di 68 persone non infette e hanno scoperto che il 34% di esse ospitava cellule-T helper che riconoscevano il SARS-CoV-2. Il team di La Jolla ha rilevato questa reattività crociata in circa la metà dei campioni di sangue immagazzinati, raccolti tra il 2015 e il 2018, ben prima dell’inizio dell’attuale pandemia. I ricercatori pensano che queste cellule siano state probabilmente innescate da un’infezione passata con uno dei quattro coronavirus umani che causano raffreddori; le proteine di questi virus assomigliano a quelle del SARS-CoV-2.

I risultati suggeriscono che “una delle ragioni per cui gran parte della popolazione potrebbe essere in grado di gestire il virus è quella per cui potremmo avere una piccola immunità residua, derivante dalla nostra esposizione ai comuni virus del raffreddore”, afferma l’immunologo virale Steven Varga dell’Università dell’Iowa. Tuttavia, nessuno degli studi ha tentato di stabilire che le persone con reattività crociata non si ammalino così tanto di COVID-19.

Prima di questi studi, i ricercatori non sapevano se le cellule-T avessero un ruolo nell’eliminazione del SARS-CoV-2, o anche se queste potessero provocare un’eccessiva reazione del sistema immunitario. “Questi articoli sono davvero utili, perché iniziano a definire la componente delle cellule-T nella risposta immunitaria”, afferma Rasmussen. Ma lei e altri scienziati avvertono che questi risultati non significano che le persone che si sono riprese dalla COVID-19 siano protette dalla reinfezione.

Per innescare la produzione di anticorpi, i vaccini contro il virus devono stimolare le cellule-T helper, nota Crotty. “È incoraggiante riscontrare le buone risposte delle cellule-T helper contro il SARS-CoV-2, nei casi di COVID-19”, afferma costui. I risultati hanno altre significative implicazioni per la progettazione del vaccino, afferma la virologa molecolare Rachel Graham dell’Università della Carolina del Nord, la Chapel Hill.

La maggior parte dei vaccini in fase di sviluppo ha lo scopo di suscitare una risposta immunitaria contro i picchi, ma lo studio del gruppo di La Jolla ha determinato che le cellule-T hanno reagito a diverse proteine virali, suggerendo che anche i vaccini che aizzano il sistema immunitario contro queste proteine potrebbero essere più efficaci. “È importante non concentrarsi solo su una proteina”, afferma Graham.

 

Pubblicato in:

doi: 10.1126/science.abc8120

 

Mitch Leslie

Mitch Leslie scrive di biologia cellulare e di immunologia.

 

 

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