Lezione 138: Una lettera alla giovane me stessa, quale traduttrice

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Lezione 138: Una lettera alla giovane me stessa, quale traduttrice

Marta Stelmaszak 14 apr 2016 Per iniziare
 
Di recente, ho tenuto un discorso alla mia Alma Mater con un gruppo di studenti traduttori. Nel vedere i miei docenti, l’edificio che conoscevo così bene, nell’ascoltare le domande che potrei giurare di aver avuto, quando ero dall’altra parte… Tutto ciò mi ha fatto riflettere e tornare indietro nel tempo, ai giorni in cui ero una studentessa. Ho raccolto insieme tutti questi pensieri in una lettera indirizzata alla giovane me stessa, come traduttrice. Questo è ciò che direi a me stessa. Cosa vorresti sapere tu, quale traduttrice più giovane?
 
Cara Marta,
grazie mille per il tuo messaggio. È meraviglioso vedere uno studente giovane e dedicato lavorare duramente, con l’obiettivo di entrare con successo nella professione di traduttore e interprete. Mi hai chiesto qualche consiglio; e sono felice di condividere la mia esperienza. Penso che sia fantastico che tu abbia contattato un traduttore più affermato per conoscere le sue idee – tutti noi traiamo beneficio, nell’apprendere dai nostri colleghi e da quelli che hanno più esperienza. Grazie per aver delineato anche il tuo background, in quanto ciò mi renderà molto più facile risponderti. Ora, per giungere alla tua domanda principale: “Quali cose avrei voluto fare o sapere, quando iniziai la mia carriera?”
Innanzitutto, avrei voluto tradurre di più, sin dal primo giorno. Ho letto da qualche parte che, se sei uno scrittore, allora tu scrivi; e penso che lo stesso valga per la traduzione. Sei un traduttore se traduci, e io vorrei essere abbastanza testardo e persistente per tradurre un breve testo, qualsiasi testo, di circa 200-300 parole ogni giorno, anche all’inizio. Questo è un esercizio eccellente che ti garantisce l’esperienza e ti espone a una gran varietà di testi, e contribuisce nel contempo a migliorare la tua sicurezza. Meglio ancora, avrei cercato di trovare persone che si unissero a me in questo, e di incontrarmi regolarmente con loro per discutere delle nostre rispettive traduzioni e opinioni sul testo. Questo non solo è divertente (ho scelto la traduzione per un motivo: mi piace!), ma aiuta a stabilire buone pratiche e a migliorare le tue abilità, anche prima che tu sia diventato un professionista.
In secondo luogo, e in qualche modo correlato al primo punto, ricorda che dovresti cercare di migliorare ogni giorno, con ogni lavoro che svolgerai. Non accontentarti, dopo aver conseguito la laurea, e non pensare che sia finita qui, o che non sia necessario continuare a sviluppare le tue abilità. Al contrario, dovresti lavorare sempre di più, per migliorare nel tempo. Ciò è necessario, se desideri crescere sempre di più.
Non c’è nessun corso, nessun webinar, nessun libro, nessuna associazione professionale e certamente nessun gruppo di Facebook che, durante la notte, potrà trasformarti in un traduttore affermato. Nessun livello di competenza aziendale o di marketing potrà mai compensare le carenze nelle abilità-chiave. Sicuramente, devi lavorare per migliorare dal punto di vista commerciale, ma non smettere mai di lavorare per diventare un traduttore migliore.
L’altra cosa che avrei voluto conoscere, sin dall’inizio, è il valore del mio lavoro di traduttore. Sarai sminuito da grandi uomini d’affari, ti verrà chiesto di lavorare a tassi offensivi e vedrai facce sorprese quando dirai che, sì, sei entrato intenzionalmente in questa professione – e non per un incidente sfortunato. Non lasciare che qualcosa di tutto questo ti influenzi in qualche modo, se non per renderti più forte e più determinato.
La traduzione svolge un ruolo importante nel mondo degli affari, ed è a noi tutti che spetta chiarirlo: a noi stessi, ai nostri clienti e al mondo economico in generale.
Non aver paura, se non sei perfetto per il profilo “ideale” di un traduttore, sempre che esista una cosa del genere. Ottieni il massimo dalle tue passioni e dai tuoi talenti e, se hai una competenza correlata e sei in grado di offrire questo servizio professionalmente ai tuoi clienti, vai là fuori e vedi se ci sono clienti potenziali che cercano questo servizio, in combinazione con la traduzione. Non pensare che ci sia una rigida descrizione del lavoro, a cui dovrai adattarti. Non ce n’è una, e questo fa parte della bellezza di questa professione…
Ma, allo stesso tempo, non promettere mai di poter fare qualcosa che non puoi fare, e non smettere mai di chiedere dei feedback. Accetta i tuoi limiti, ammetti i tuoi errori e, soprattutto, continua a studiare.
Una cosa che, fin dall’inizio, ho riconosciuto è che l’iniziare e lo stabilirsi è un lavoro duro. Ma si tratta di un duro lavoro di diverso tipo, rispetto a quello svolto all’università o in qualsiasi mansione standard – dalle 9 alle 17. Non ci sono voti, né promozioni, né (di solito!) alcun bonus, se farai un buon lavoro.
Lavori molto e la tua ricompensa è la tua libertà. Anzitutto, la libertà di lasciarti alle spalle il pendolarismo e l’ambiente dell’ufficio. Poi, la libertà di viaggiare e di vivere dove vuoi. E più ti affermi, maggiore sarà il tempo che guadagnerai, con la libertà di fare cosa vorrai e quando vorrai. Ma sì, devi ingranare col lavoro.
Infine, ascolta i tuoi colleghi, ma ascolta ancor di più i tuoi clienti. Questi sono l’indicatore finale di quanto sei bravo – o di quanto tu non lo sia – e, se i tuoi sforzi nello studio, nel marketing, nel branding, nel tuo sito web, nel tuo atteggiamento e così via, funzionano davvero.
Spero che tu possa trovare utile questo feedback – e buona fortuna! Questo è un momento entusiasmante, per entrare nel settore della traduzione e dell’interpretazione. Ti auguro tutto il meglio – e fammi sapere come vai avanti!
 
Marta
 
Grazie a Rose Newell per la sua sessione di brainstorming.
Introduzione alla traduzione, a come diventare un traduttore, a come essere un libero professionista, a come diventare un traduttore.
 
Sull’autrice

Marta Stelmaszak lavora con il polacco e con l’inglese, combinando le competenze linguistiche con una approfondita conoscenza dell’economia e degli affari, per aiutare le PMI ad avere il migliore impatto internazionale possibile, fornendo servizi di traduzione e di scrittura professionale per gli affari e il marketing.
 

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Lesson 138: A letter to my younger self as a translator

Lesson 138: A letter to my younger self as a translator

Marta Stelmaszak Apr 14, 2016 Getting started
I recently gave a talk at my Alma Mater to a group of translation students. Seeing my lecturers, the building I knew so well, hearing questions I swear I had when I was on the other side… All this made me reflect and go back in time to the days when I was a student. I put all these thoughts together in a letter to my younger self as a translator. This is what I’d say to myself. What would you want your younger translator self to know?
 
Dear Marta,
Thank you so much for your message. It’s wonderful to see a young and dedicated student working hard with the aim of ultimately entering and succeeding in the translation and interpreting profession.
You asked me for some advice and I’m glad to share my experience. I think it’s great that you approached a more established translator for their insights – we all benefit from learning from our peers and those with more experience. Thanks for also outlining your background, as that makes it much easier for me to respond. Now to get to your main question: “Which things do I wish I knew or did back when I was starting my career?”
First, I wish I had translated more from day one. I read somewhere that if you are a writer you write, and I think the same applies to translation. You are a translator if you translate, and I wish I was stubborn and persistent enough to translate a short text, any text, of around 200 to 300 hundred words, every day, even at the start. This is an excellent exercise that grants you experience and exposure to a variety of texts, while also helping to improve your confidence. Better still, I’d have tried to find people to join me in this, and regularly meet up to discuss our respective translations and opinion of the text. Not only is this fun (I chose translation for a reason – I do enjoy it!), but it helps to establish good practices and improve your skills, even before you’ve “gone professional”.
Second, and somewhat related, remember that you should be striving to get better every day, with every job. Don’t settle once you’ve finished your degree and think that’s it, and you don’t need to keep working on your skills. Quite the contrary, you should be working more and more to get better over time. This is necessary if you want to move upmarket.
There is no course, no webinar, no book, no professional association, and certainly no Facebook group that will turn you into an established translator overnight. No level of business or marketing expertise can ever make up for deficiencies in core skills. By all means, work on getting better at the business side of things, but never ever stop working on becoming a better translator.
The other thing I wish I’d known from the very beginning is the value of my work as a translator. You will get belittled by big business people, you will be asked to work at borderline offensive rates, and you will see surprised faces when you say that yes, you entered this profession intentionally and it wasn’t an unfortunate accident. Don’t let any of this affect you in any way other than making you stronger and more determined. Translation plays an important role in the world of business and it’s up to all of us to make this clear – to ourselves, our clients, and the economy at large.
Don’t be afraid if you are not a perfect fit to the “ideal” profile of a translator, if there is such a thing. Make the most out of your passions and talents, and if you have a related skill and are in a position to offer this service professionally to your clients, go out there and see if there are any potential clients looking for this service combined with translation. Don’t feel that there is a rigid job description that you have to fit. There isn’t one, and this is part of the beauty of this profession… But at the same time, don’t ever promise you can do something that you can’t, and don’t ever stop asking for feedback. Accept your limitations, admit mistakes, and most of all – keep learning.
One thing I acknowledged from the very beginning was that it is hard work starting out and getting established. But it’s a different kind of hard work to the work we did at university, or in any standard 9-5 position. There are no grades, no promotions, and (usually!) no bonuses if you do a good job. You work very hard and your reward is your freedom. First, the freedom to leave commuting and the office environment behind. Then, the freedom to travel and live wherever you like. And the more established you get, the more time you win back, having freedom to do what and when you choose. But yes, you have to put the work in.
Finally, listen to your colleagues, but listen to your clients even more. They’re the ultimate indicator of how good you are – or not – and whether your educational efforts, marketing, branding, website, attitude and so on are really working for you.
I hope you’ll find this feedback useful, and good luck! This is an exciting time to enter the translation and interpreting industry. I wish you all the best – and let me know how you get on!
 
Marta
Thank you to Rose Newell for the brainstorming session.
Getting started in translation, how to be a translator, how to be freelance, How to become a translator

About the Author

Marta Stelmaszak works with Polish and English, combining language skills with a thorough understanding of economics and business to help SMEs make as big an international impact as possible, providing translation and professional writing services for business and marketing.
 
 
 
 

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