Per la Bibbia, Gesù era reale. Quale altra prova esiste?

https://www.history.com/news/was-jesus-real-historical-evidence

Aggiornato: 2 aprile 2020

Originale: 26 febbraio 2019

 

Per la Bibbia, Gesù era reale. Quale altra prova esiste?

 

Alcuni sostengono che Gesù non fosse un vero uomo; tuttavia, nel giro di pochi decenni della sua vita, Egli fu menzionato dagli storici ebrei e romani.

Christopher Klein

Mentre miliardi di persone credono che Gesù di Nazareth sia stata una delle figure più importanti nella storia del mondo, molti altri rifiutano addirittura l’idea che Lui sia esistito. Ad esempio, un sondaggio del 2015, condotto dalla Chiesa d’Inghilterra, ha rilevato che il 22% degli adulti in Inghilterra non credeva che Gesù fosse una persona reale. Tuttavia, tra gli studiosi del Nuovo Testamento della Bibbia cristiana, c’è ben poco disaccordo sul fatto che Egli sia vissuto.

Lawrence Mykytiuk, professore associato di scienze delle biblioteche alla Purdue University e autore di un articolo della Biblical Archaeology Review del 2015, incentrato sulle prove extra-bibliche di Gesù, osserva che nemmeno nei tempi antichi si è mai discusso in merito alla questione. “I rabbini ebrei, a cui non piaceva Gesù né i suoi seguaci, lo accusavano di essere un mago e di condurre la gente fuori strada “, dice, “ma non hanno mai affermato che Lui non esistesse”.

 

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Non esistono evidenze archeologiche su Gesù.

Non esistono prove definitive – né fisiche, né archeologiche – sull’esistenza di Gesù. “Non c’è nulla di conclusivo, né mi aspetto che ci sia”, afferma Mykytiuk. “Solitamente, un villico non lascia reperti archeologici”.

“La realtà è che non abbiamo prove archeologiche, praticamente per chiunque abbia vissuto al tempo e nei luoghi di Gesù”, afferma Bart D. Ehrman, professore di studi religiosi nell’Università del North Carolina, autore di Did Jesus Exist? The Historical Argument for Jesus of Nazareth.

“La mancanza di prove non significa che una persona non esistesse, in quel momento. Significa che lei o lui, come il 99,99% del resto del mondo di quel momento, non ha avuto alcun impatto sulla documentazione archeologica”.

Domande sull’autenticità continuano a circondare le dirette reliquie associate a Gesù, come la corona di spine che Lui presumibilmente indossò, durante la Sua crocifissione (di cui un possibile esempio si trova all’interno della Cattedrale di Notre Dame, a Parigi), e la Sindone di Torino, una tela funeraria sepolcrale presumibilmente decorata con l’immagine del Suo viso.

La santa corona di spine nella Cattedrale di Notre Dame, a Parigi.

Godong/UIG via Getty Images

 

Gli archeologi, tuttavia, sono stati in grado di corroborare gli elementi della storia di Gesù nel Nuovo Testamento. Mentre alcuni hanno contestato l’esistenza dell’antica Nazareth, la città natale nella Sua infanzia biblica, gli archeologi hanno portato alla luce una casa nel cortile scavata nella roccia, nonché delle tombe e una cisterna. Hanno anche trovato prove fisiche di crocifissioni romane come quella di Gesù, descritta nel Nuovo Testamento.

 

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Le prove documentali al di fuori del Nuovo Testamento sono limitate.

Il resoconto più dettagliato della vita e della morte di Gesù proviene dai quattro Vangeli e da altri scritti del Nuovo Testamento. “Questi sono tutti cristiani, ovviamente e comprensibilmente distorti in ciò che riportano, e devono essere valutati in modo molto critico, per stabilire qualsiasi informazione storicamente affidabile”, afferma Ehrman. “Ma le loro rivendicazioni centrali su Gesù, come figura storica – un ebreo, con dei seguaci, crocifisso per ordine del governatore romano di Giudea, Ponzio Pilato, durante il regno dell’Imperatore Tiberio – sono confermate dalle fonti successive, basate su preconcetti completamente diversi”.

Nel giro di pochi decenni della Sua vita, Gesù fu menzionato da storici ebrei e romani in passaggi che corroborano parti del Nuovo Testamento, che descrivono la vita e la morte di Gesù.

 

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Giuseppe Flavio.

Culture Club/Getty Images

 

Lo storico Giuseppe Flavio scrisse uno dei primissimi racconti non-biblici su Gesù.

Giuseppe Flavio, lo storico ebreo del I secolo che, secondo Ehrman, “è di gran lunga la nostra migliore fonte di informazioni sulla Palestina del I secolo”, menziona due volte Gesù nelle Antichità Ebraiche, la sua massiccia storia in 20 volumi del popolo ebraico, che è stata scritta intorno al 93 d.C.

Giuseppe Flavio, che si ritiene sia nato pochi anni dopo la crocifissione di Gesù, intorno al 37 d.C., era un nobile aristocratico e leader militare in Palestina, che servì come comandante in Galilea durante la prima rivolta ebraica contro Roma, tra il 66 e il 70 d.C. Anche se Giuseppe Flavio non era un seguace di Gesù, “era in giro, quando stava per iniziare la chiesa primitiva; quindi, conosceva persone che avevano visto e ascoltato Gesù”, dice Mykytiuk.

In un brano delle sue Antichità Ebraiche, che narra di un’esecuzione illegale, Giuseppe Flavio identifica la vittima, Giacomo, come il “fratello di quel Gesù-che-è-chiamato-Messia”.

Mentre pochi studiosi dubitano dell’autenticità del racconto, afferma Mykytiuk, ulteriori dibattiti circondano il passaggio più lungo di Giuseppe Flavio su Gesù, noto come “Testimonium Flavianum“, che descrive un uomo “che ha compiuto azioni straordinarie” e che è stato condannato alla crocifissione da Pilato. Mykytiuk concorda con la maggior parte degli studiosi, sul fatto che gli scribi Cristiani modificarono parti del passaggio, ma non ne ha parlato diffusamente nel testo.

 

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Cornelius Tacitus.

Bettmann Archive/Getty Images

 

Tacito collega Gesù alla Sua esecuzione da parte di Ponzio Pilato.

Un altro racconto su Gesù appare negli Annali della Roma Imperiale, una storia sull’Impero Romano del I secolo, scritta intorno al 116 d.C. dal senatore e storico romano Tacito. Nella cronaca dell’incendio di Roma del 64 d.C., Tacito ricorda che l’imperatore Nerone incolpò erroneamente “le persone comunemente chiamate cristiani, che erano odiati per il loro senso di repulsione. Cristo, da cui discendeva il loro nome, venne messo a morte da Ponzio Pilato, procuratore della Giudea durante il regno di Tiberio”.

Quale storico romano, Tacito non ebbe pregiudizi sui cristiani, nella sua discussione sulla loro persecuzione da parte di Nerone, dice Ehrman. “Quasi tutto ciò che dice, coincide – da un punto di vista completamente diverso, da un autore romano indignato contro i cristiani e la loro superstizione – con ciò che dice lo stesso Nuovo Testamento: Gesù fu giustiziato dal governatore della Giudea, Ponzio Pilato, per crimini contro lo Stato e, sulla Sua scia, sorse un movimento religioso di Suoi seguaci”.

“Quando Tacito scriveva le sue storie, qualora considerasse un’informazione non del tutto affidabile, normalmente ne riportava qualche indicazione per i suoi lettori”, afferma Mykytiuk, garantendo il valore storico del brano. “Non esiste alcuna indicazione di potenziale errore, nel passaggio che menziona Cristo”.

 

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Ulteriori testi romani fanno riferimento a Gesù.

Poco prima che Tacito scrivesse il suo racconto di Gesù, il governatore romano Plinio il Giovane scrisse all’imperatore Traiano che i primi cristiani avrebbero “cantato inni a Cristo, come a un Dio”. Alcuni studiosi credono anche che lo storico romano Svetonio facesse riferimento a Gesù, nel notare che l’imperatore Claudio aveva espulso da Roma gli ebrei che “stavano costantemente recando disturbo, su istigazione di Cresto”.

Ehrman afferma che questa raccolta di frammenti da fonti non-cristiane potrebbe non fornire molte informazioni sulla vita di Gesù, “ma è utile per rendersi conto che Gesù era noto agli storici che avevano motivo di esaminare la questione. Nessuno pensava che fosse un personaggio di fantasia”.

 

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Di

Christopher Klein

 

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https://www.history.com/news/was-jesus-real-historical-evidence

 

Updated: Apr 2, 2020

Original: Feb 26, 2019

 

The Bible Says Jesus Was Real. What Other Proof Exists?

Some argue that Jesus wasn’t an actual man, but within a few decades of his lifetime, he was mentioned by Jewish and Roman historians.

Christopher Klein

 

While billions of people believe Jesus of Nazareth was one of the most important figures in world history, many others reject the idea that he even existed at all. A 2015 survey conducted by the Church of England, for instance, found that 22 percent of adults in England did not believe Jesus was a real person.

Among scholars of the New Testament of the Christian Bible, though, there is little disagreement that he actually lived. Lawrence Mykytiuk, an associate professor of library science at Purdue University and author of a 2015 Biblical Archaeology Review article on the extra-biblical evidence of Jesus, notes that there was no debate about the issue in ancient times either. “Jewish rabbis who did not like Jesus or his followers accused him of being a magician and leading people astray,” he says, “but they never said he didn’t exist.”

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Archaeological evidence of Jesus does not exist.

There is no definitive physical or archaeological evidence of the existence of Jesus. “There’s nothing conclusive, nor would I expect there to be,” Mykytiuk says. “Peasants don’t normally leave an archaeological trail.”

“The reality is that we don’t have archaeological records for virtually anyone who lived in Jesus’s time and place,” says University of North Carolina religious studies professor Bart D. Ehrman, author of Did Jesus Exist? The Historical Argument for Jesus of Nazareth. “The lack of evidence does not mean a person at the time didn’t exist. It means that she or he, like 99.99% of the rest of the world at the time, made no impact on the archaeological record.”

Questions of authenticity continue to surround direct relics associated with Jesus, such as the crown of thorns he reputedly wore during his crucifixion (one possible example is housed inside the Notre Dame Cathedral in Paris), and the Shroud of Turin, a linen burial cloth purportedly emblazoned with the image of his face.

The holy crown of thorns at the Notre Dame Cathedral in Paris.

Godong/UIG via Getty Images

Archaeologists, though, have been able to corroborate elements of the New Testament story of Jesus. While some disputed the existence of ancient Nazareth, his biblical childhood home town, archaeologists have unearthed a rock-hewn courtyard house along with tombs and a cistern. They have also found physical evidence of Roman crucifixions such as that of Jesus described in the New Testament.

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Documentary evidence outside of the New Testament is limited.

The most detailed record of the life and death of Jesus comes from the four Gospels and other New Testament writings. “These are all Christian and are obviously and understandably biased in what they report, and have to be evaluated very critically indeed to establish any historically reliable information,” Ehrman says. “But their central claims about Jesus as a historical figure—a Jew, with followers, executed on orders of the Roman governor of Judea, Pontius Pilate, during the reign of the Emperor Tiberius—are borne out by later sources with a completely different set of biases.”

Within a few decades of his lifetime, Jesus was mentioned by Jewish and Roman historians in passages that corroborate portions of the New Testament that describe the life and death of Jesus.

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Flavius Josephus.

Culture Club/Getty Images

 

Historian Flavius Josephus wrote one of the earliest non-biblical accounts of Jesus.

The first-century Jewish historian Flavius Josephus, who according to Ehrman “is far and away our best source of information about first-century Palestine,” twice mentions Jesus in Jewish Antiquities, his massive 20-volume history of the Jewish people that was written around 93 A.D.

Thought to have been born a few years after the crucifixion of Jesus around 37 A.D., Josephus was a well-connected aristocrat and military leader in Palestine who served as a commander in Galilee during the first Jewish Revolt against Rome between 66 and 70 A.D. Although Josephus was not a follower of Jesus, “he was around when the early church was getting started, so he knew people who had seen and heard Jesus,” Mykytiuk says.

In one passage of Jewish Antiquities that recounts an unlawful execution, Josephus identifies the victim, James, as the “brother of Jesus-who-is-called-Messiah.” While few scholars doubt the short account’s authenticity, says Mykytiuk, more debate surrounds Josephus’s lengthier passage about Jesus, known as the “Testimonium Flavianum,” which describes a man “who did surprising deeds” and was condemned to be crucified by Pilate. Mykytiuk agrees with most scholars that Christian scribes modified portions of the passage but did not insert it wholesale into the text.

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Cornelius Tacitus.

Bettmann Archive/Getty Images

 

Tacitus connects Jesus to his execution by Pontius Pilate.

Another account of Jesus appears in Annals of Imperial Rome, a first-century history of the Roman Empire written around 116 A.D. by the Roman senator and historian Tacitus. In chronicling the burning of Rome in 64 A.D., Tacitus mentions that Emperor Nero falsely blamed “the persons commonly called Christians, who were hated for their enormities. Christus, the founder of the name, was put to death by Pontius Pilate, procurator of Judea in the reign of Tiberius.”

As a Roman historian, Tacitus did not have any Christian biases in his discussion of the persecution of Christians by Nero, says Ehrman. “Just about everything he says coincides—from a completely different point of view, by a Roman author disdainful of Christians and their superstition—with what the New Testament itself says: Jesus was executed by the governor of Judea, Pontius Pilate, for crimes against the state, and a religious movement of his followers sprang up in his wake.”

“When Tacitus wrote history, if he considered the information not entirely reliable, he normally wrote some indication of that for his readers,” Mykytiuk says in vouching for the historical value of the passage. “There is no such indication of potential error in the passage that mentions Christus.”

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Additional Roman texts reference Jesus.

Shortly before Tacitus penned his account of Jesus, Roman governor Pliny the Younger wrote to Emperor Trajan that early Christians would “sing hymns to Christ as to a god.” Some scholars also believe Roman historian Suetonius references Jesus in noting that Emperor Claudius had expelled Jews from Rome who “were making constant disturbances at the instigation of Chrestus.”

Ehrman says this collection of snippets from non-Christian sources may not impart much information about the life of Jesus, “but it is useful for realizing that Jesus was known by historians who had reason to look into the matter. No one thought he was made up.”

 

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Christopher Klein

 

 

 

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