Uno studio molecolare retrospettivo su protozoi intestinali selezionati in gatti sani, in italia

533549 JFM0010.1177/1098612X14533549
Journal of Feline Medicine and Surgery
Mancianti et al research-article 2014

 

Breve Comunicazione

 

 

UNO STUDIO MOLECOLARE RETROSPETTIVO SU PROTOZOI INTESTINALI SELEZIONATI IN GATTI SANI, IN ITALIA

 

Francesca Mancianti, Simona Nardoni, Linda Mugnaini, Lucia Zambernardi, Alessandro Guerrini, Valentina Gazzola e Roberto Amerigo Papini

 

Journal of Feline Medicine and Surgery

2015, Vol. 17(2) 163–­167

© ISFM and AAFP 2014 Reprints and permissions:

sagepub.co.uk/journalsPermissions.nav DOI: 10.1177/1098612X14533549 jfms.com

Università di Pisa, Italia

 

Autore corrispondente:

Francesca Mancianti DVM, PhD, Università di Pisa, Viale delle Piagge 2, Pisa, 56100, Italia

Email: manciant@vet.unipi.it

 

Scaricato da jfm.sagepub.com all’Università degli Studi di Torino il 9 Ottobre, 2015

 

Riassunto

L’intestino felino può ospitare un certo numero di parassiti protozoi. Recenti studi genetici hanno evidenziato nuovi risultati epidemiologici su specie di Cryptosporidium, assemblaggi di Giardia duodenalis e di Toxoplasma gondii. Inoltre, studi epidemiologici suggeriscono che la presenza di Tritrichomonas foetus nei gatti è in aumento in tutto il mondo.

La prevalenza dei protozoi intestinali selezionati è stata determinata mediante PCR, utilizzando il DNA precedentemente estratto dalle feci di 146 gatti sani di proprietà privata, dall’Italia. È stata raggiunta la genotipizzazione molecolare sul DNA del T. gondii, della G. duodenalis e del Cryptosporidium. I saggi PCR sono stati positivi per 32 campioni (22,9%). Tre animali (2,0%) sono risultati positivi per il DNA del T. foetus e del Cryptosporidium, 15 campioni (10,3%) erano positivi per il T. gondii, ed 11 (7,5%) per la G. duodenalis.

Non sono mai state osservate co-infezioni.

I risultati dell’analisi di digitazione hanno permesso l’identificazione di Cryptosporidium felis in tutti i casi. I campioni positivi per il T. gondii accennavano un genotipo I clonale (n=7), un genotipo II (n=1) ed un genotipo III (n=7).

Gli isolati della G. duodenalis erano riferibili ad assemblaggi F (n=9) e C (n=2).

In conclusione, i risultati ottenuti in questo studio si aggiungono alla letteratura riguardante l’epidemiologia di questi parassiti, con la conferma della loro presenza nelle feci di gatti sani.

 

Accettato: 7 Aprile 2014

 

Il Toxoplasma gondii rappresenta un rischio per la salute pubblica.

I gatti sono gli unici felini domestici che diffondono gli oocisti del T. gondii, con una prevalenza di 0,1 – 0,4% nei Paesi europei 1-13.

In Nord America e in Europa, sono state descritte prevalentemente tre linee clonali del T. gondii (designate come tipi clonali I, II e III), come analizzate dalla reazione a catena della polimerasi per polimorfismo della lunghezza del frammento di restrizione (PCR-RFLP), e dalla copiatura dei microsatelliti 14,15.

I genotipi atipici geneticamente differenti sono stati descritti come prevalenti in Sud America ed in Asia 16.

I genotipi felini del T. gondii non sono mai stati descritti in Italia.

Il genus del Cryptosporidium, attualmente, contiene almeno 20 specie valide ed oltre 40 genotipi, con diversi livelli di adattamento all’ospite animale 17.

Un’infezione felina è segnalata in tutto il mondo, ed è dimostrato che essa è causata dal Cryptosporidium felis felino-specifico. Il Cryptosporidium parvum ed il Cryptosporidium muris sono stati riscontrati occasionalmente in gatti naturalmente infetti, probabilmente a causa delle gamme di queste specie più ampie, per l’ospite.

Gli studi pubblicati su questa infezione nei gatti, in Europa, danno tassi di prevalenza che vanno dallo 0% al 24,5% 18,19. Lo stato di salute degli animali esaminati (normali o diarroici), le diverse fasce di età e le tecniche diagnostiche utilizzate contribuiscono, probabilmente, alle variazioni dei tassi di infezione in studi diversi.

La Giardia duodenalis è geneticamente composta da assemblaggi chiamati A-G.

Tutti gli assemblaggi A-F sono stati rilevati nei gatti, in uno studio multinazionale 20, anche se l’assemblaggio A e l’assemblaggio F (specifico per gatti) erano quelli dominanti.

Questa scoperta è stata anche confermata da altri studi 21,22. La prevalenza generale dell’infezione da Giardia nei gatti Europei varia dal 4,4% al 37,0% 18,23.

Lo scopo di questo studio retrospettivo era quello di determinare la prevalenza di protozoi intestinali selezionati mediante PCR, utilizzando il DNA precedentemente estratto dalle feci di gatti sani di proprietà privata, in Italia.

Considerando la bassa quantità di informazioni riportate da questo Paese, l’ulteriore genotipizzazione molecolare è stata ottenuta utilizzando il DNA del T. gondii, della G. duodenalis e del Cryptosporidium, al fine di aggiungere le informazioni disponibili sui tipi che si verificano nei gatti sani.

146 campioni di feci sono stati raccolti da gatti che vivono in Toscana (province di Pisa e Firenze) e Liguria (provincia di Genova), subito dopo la defecazione. Tutti i campioni sono stati ottenuti da gatti europei sani a pelo corto, di proprietà privata, appartenenti a entrambi i sessi, e di età compresa tra 1 e 3 anni, sottoposti a castrazione in cliniche veterinarie private.

I campioni erano stati precedentemente raccolti per un’indagine epidemiologica, al fine di accertare la presenza del T. gondii in gatti adulti sani. I criteri di inclusione erano quelli per cui gli animali erano autorizzati a muoversi all’aria aperta, non avevano avuto diarrea nei 3 mesi precedenti e non avevano ricevuto alcun farmaco negli ultimi 30 giorni.

I campioni fecali sono stati mantenuti a 4° C, e poi sottoposti ad esame copromicroscopico ed all’estrazione del DNA entro 24 ore dal prelievo. I campioni sono stati divisi in due aliquote; quella da 0,04 g è stata elaborata da un metodo di flottazione convenzionale, utilizzando 262 mg/ml di ZnCl2 e 275 mg/ml di NaCl, come descritto da Schares et al. 24 .

L’esame copromicroscopico è stato effettuato con un ingrandimento ×400.

Il DNA fecale è stato estratto dai campioni, utilizzando un DNA Miniprep kit fecale di ZR (Zymo Research).

Tutti i primer e gli enzimi di restrizione sono stati forniti da Eurofins MGW (M-Medical).

Il DNA del Tritrichomonas foetus è stato rilevato mediante una PCR nidificata a tubo singolo, che ha amplificato la regione (ITS1 e ITS2) del distanziatore interno trascritto (ITS) del T. foetus, ed il gene rRNA 5.8S, come descritto da Gookin et al. 25.

La PCR nidificata (nPCR) per il DNA del T. gondii è stata eseguita secondo la procedura riportata da Jones et al. 26, utilizzando due coppie di primer degli oligonucleotidi per amplificare le regioni del gene B1. I genotipi sono stati determinati tramite multi-plex multilocus PCR-RFLP per 12 marcatori genetici (SAG1, 3′-SAG2, 5′-SAG2 alt.SAG2, SAG3, BTUB, GRA6, C22-8, C29-2, L358, PK1 e Apico) 27.

La G. duodenalis è stata rilevata amplificando il gene del glutammato-deidrogenasi (gdh), e la genotipizzazione è stata effettuata mediante PCR-RFLP, utilizzando gli enzimi di restrizione NlaIV e RsaI 28.

Il DNA della specie di Cryptosporidium è stato rilevato con una nPCR, che ha amplificato il locus del gene rRNA della piccola subunità 18s; la genotipizzazione con PCR-RFLP è stata effettuata con gli enzimi di restrizione SspI e VspI 29.

Inoltre, per confermare i risultati ottenuti con la PCR-RFLP, i prodotti della PCR delle specie di T. foetus, G. duodenalis e Cryptosporidium sono stati purificati utilizzando un kit di purificazione QIAquick PCR (Qiagen), secondo le istruzioni del fabbricante, e quindi sequenziati.

Tutte le procedure di sequenziamento sono state eseguite da un laboratorio commerciale (BMR-Genomics, Padova, Italia). Le sequenze sono state assemblate e corrette mediante analisi visiva dell’elettroferogramma, utilizzando un Bioedit v.7.0.2 30, e poi confrontate con quelle disponibili in GenBank, utilizzando il programma BLAST (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/BLAST).

L’esame copromicroscopico era negativo per il T. gondii, nonché per le cisti di Giardia, in tutti i campioni esaminati.

I saggi PCR sono stati positivi per 32 feci feline (22,9%). Tre animali (2,0%) sono risultati positivi per il DNA del T. foetus e del Cryptosporidium, 15 campioni (10,3%) sono risultati positivi per il T. gondii, ed 11 (7,5%) per la G. duodenalis. Non sono state riportate co-infezioni.

I risultati dell’analisi di tipizzazione hanno permesso di individuare il C. felis in tutti i casi. I campioni positivi per il T. gondii non sono stati pienamente genotipizzati in tutti i 12 loci, ma sono stati ottenuti suggerimenti per i genotipi clonali I (n=7), II (n=1) e III (n=7). Risultati più dettagliati sono riportati nella Tabella 1.

Sono stati rilevati assemblaggi F (n=9) e C (n=2) della G. duodenalis.

La prevalenza registrata per il T. foetus è stata del 2%, in pieno accordo con Xenoulis et al 12. In altre analisi molecolari sui gatti, i soggetti positivi avevano la diarrea 6,31.  Questo parassita è considerato significativamente associato alla diarrea, anche se un recente rapporto 32 ha suggerito la possibilità di isolare questo agente da gatti clinicamente normali, il che è in accordo con i risultati ottenuti da noi.

Quindici gatti erano positivi per il DNA del T. gondii, con una prevalenza globale del 10,3%. Questo risultato è in accordo con una precedente relazione effettuata su gatti randagi delle colonie della Toscana 33.

I nostri risultati non possono essere confrontati con qualsiasi altro studio simile. I dati della letteratura europea si riferiscono alla PCR effettuata su oocisti rivelate dalla copromicroscopia. Il tipo clonale II, con l’allele I Apico, era il genotipo più ricorrente in Germania ed in Svizzera 13,34. Inoltre, in Germania, sono stati trovati un genotipo clonale III e 10 genotipi misti 34.

Questi risultati non concordano completamente con i risultati del nostro studio: in questo studio sono stati identificati tutti i genotipi apparentemente clonali e non mescolati, ed i genotipi indicativi di I e III erano quelli prevalenti.

Per quanto a nostra conoscenza, questo è il primo rapporto sulla genotipizzazione del DNA del T. gondii da feci feline in Italia. La genotipizzazione è stata precedentemente effettuata in Italia sul DNA del T. gondii per animali domestici e selvatici, ed indicava la presenza di genotipi strettamente clonali nelle capre 35 e nei gatti, e di tipi misti rilevati in uccelli acquatici ruspanti 36 e nelle volpi 37. Questi risultati sono in accordo con l’ipotesi di due cicli distinti di T. gondii in ambienti domestici e selvatici 38.

Undici gatti erano positivi per il DNA della G. duodenalis, con una prevalenza globale del 7,5%, il che è in accordo con Paoletti et al 18.

La genotipizzazione ha prodotto nove assemblaggi, di cui quello F era il più frequente nei gatti, e quello C era il più comune nei cani. Il recupero degli assemblaggi canini nelle feci di gatto è stato riportato in precedenza 39,40, e potrebbe essere dovuto alla presenza di cisti di Giardia su peli felini che vengono ingeriti durante la toelettatura.

Questi assemblaggi non sono mai stati ritrovati negli esseri umani degli USA con infezione da G. duodenalis 39; anche se in uno studio è stato riportato l’assemblaggio F negli esseri umani, questo reperto deve ancora essere confermato in loci aggiuntivi 41.

Quella del C. felis è stata l’unica specie di Cryptosporidium isolata in questo studio; è stata isolata da tre gatti, con una prevalenza del 2%. Nonostante la strettissima associazione tra esseri umani e gatti, le infezioni da C. felis vengono raramente registrate nell’uomo 42.

 

Conclusioni

I risultati ottenuti nel nostro studio si aggiungono alle informazioni disponibili sull’epidemiologia di questi parassiti, e confermano la loro presenza nelle feci dei gatti sani.

Molti gatti condividono gli stessi nuclei familiari, come mostrato in un questionario svolto negli USA 43. Dato il gran numero di nuclei familiari con molti gatti, è di fondamentale importanza la comprensione e la prevenzione delle malattie che possono trasmettersi i gatti tra di loro. I protozoi parassiti intestinali, tra cui il T. gondii, il T. foetus, il C. felis e la G. duodenalis, possono causare infezioni insidiose, con i gatti asintomatici che sono in grado di trasmettere la toxoplasmosi, la tricomoniasi, la criptosporidiosi e la giardiasi ad altri gatti.

Queste infezioni possono essere importanti fonti di malattia nelle popolazioni feline.

I gatti sani sono protetti da un sistema immunitario efficace, e sostenuti da buone condizioni nutrizionali, sanitarie ed igieniche. I gatti immunocompromessi, compresi gli animali con nutrizione carente, col virus dell’immunodeficienza felina e/o con l’infezione da virus della leucemia felina, con malattie sistemiche e croniche, con concomitante somministrazione di farmaci immunosoppressori e con stress ambientale, hanno un rischio molto più elevato di sviluppare queste malattie da protozoi.

La consapevolezza delle infezioni “non-apparenti” nelle popolazioni feline sane può essere importante per evitare l’esposizione a questi agenti, e per diminuire in tal modo la probabilità di trasmissione ai gatti che hanno una funzione immunitaria compromessa.

 

Ringraziamenti. Desideriamo ringraziare la dott.ssa Nadia Ferrini per il suo eccellente montaggio del testo.

 

Conflitto di interessi. Gli autori non hanno alcun potenziale conflitto di interessi da dichiarare.

 

Finanziamento. Gli autori non hanno ricevuto specifica sovvenzione da alcuna agenzia di finanziamento del settore pubblico, commerciale o no-profit, per la preparazione di questa breve comunicazione.

 

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Journal of Feline Medicine and Surgery
Mancianti et al research-article2014

 

Short Communication

 

A RETROSPECTIVE MOLECULAR STUDY OF SELECT INTESTINAL PROTOZOA IN HEALTHY PET CATS FROM ITALY

 

Francesca Mancianti, Simona Nardoni, Linda Mugnaini, Lucia Zambernardi, Alessandro Guerrini, Valentina Gazzola and Roberto Amerigo Papini

 

Journal of Feline Medicine and Surgery

2015, Vol. 17(2) 163–­167

© ISFM and AAFP 2014 Reprints and permissions: sagepub.co.uk/journalsPermissions.nav DOI: 10.1177/1098612X14533549 jfms.com

University of Pisa, Pisa, Italy

 

Corresponding author:

Francesca Mancianti DVM, PhD, University of Pisa, Viale delle Piagge 2, Pisa, 56100, Italy

Email: manciant@vet.unipi.it

 

Downloaded from jfm.sagepub.com at Univ Studi Torino on October 9, 2015

 

Abstract

The feline gut can harbour a number of protozoan parasites. Recent genetic studies have highlighted new epidemiological findings about species of Cryptosporidium, assemblages of Giardia duodenalis and Toxoplasma gondii. Furthermore, epidemiological studies suggest the occurrence of Tritrichomonas foetus in cats is on the increase worldwide.

The prevalence of selected intestinal protozoa was determined by PCR using DNA previously extracted from the faeces of 146 privately owned healthy cats from Italy. Molecular genotyping on T gondii, G duodenalis and Cryptosporidium DNA was achieved. PCR assays were positive in 32 (22.9%) samples.

Three animals (2.0%) were positive for T foetus and Cryptosporidium DNA, 15 specimens (10.3%) were positive for T gondii and 11 (7.5%) for G duodenalis.

Co-infections were never observed.

Results of the typing analysis allowed the identification of Cryptosporidium felis in all cases.

The specimens positive for T gondii hinted at clonal genotype I (n = 7), genotype II (n = 1) and genotype III (n = 7).

The G duodenalis isolates were referable to assemblages F (n = 9) and C (n = 2).

In conclusion, the results obtained in this study add to the literature regarding the epidemiology of these parasites by confirming their presence in the faeces of healthy pet cats.

 

Accepted: 7 April 2014

 

Toxoplasma gondii represents a public health hazard. Cats are the only domestic felids to shed T gondii oocysts, with prevalences of 0.1–0.4% in European countries.1–13

In North America and Europe three T gondii clonal lineages – designated clonal types I, II and III – have predominantly been described, as analysed by polymerase chain reaction restriction fragment length polymorphism (PCR-RFLP) and microsatellite typing.14,15 Atypical genetically different genotypes have been described to be prevalent in South America and Asia.16 Feline genotypes of T gondii have never been described in Italy.

The genus Cryptosporidium currently contains at least 20 valid species and over 40 genotypes, with different levels of animal host adaptation.17 Feline infection is reported worldwide, and is demonstrated to be caused by feline-specific Cryptosporidium felis. Cryptosporidium parvum and Cryptosporidium muris have occasionally been reported in naturally infected cats, probably owing to the broader host range of these species. The published studies on this infection in cats in Europe give prevalence rates ranging from 0% to 24.5%.18,19

The health status of investigated animals (normal or diarrhoeic), different age groups and diagnostic techniques used probably contribute to the variations in infection rates in different studies.

Giardia duodenalis is genetically composed of assemblages named A–G. Assemblages A–F were all detected in cats in a multicountry study,20 although assemblage A and the cat-specific assemblage F were the dominant ones. This finding was also corroborated by other studies.21,22 The overall prevalence of Giardia infection in cats in Europe ranges from 4.4% to 37.0%.18,23

The aim of this retrospective study was to determine the prevalence of selected intestinal protozoa by PCR using DNA previously extracted from the faeces of privately owned healthy cats in Italy. Considering the low amount of information reported from this country, further molecular genotyping was achieved using T gondii, G duodenalis and Cryptosporidium DNA in order to add to the available information about types occurring in healthy pet cats.

One hundred and forty-six stool samples were collected from cats living in Tuscany (provinces of Pisa and Florence) and Liguria (province of Genoa) immediately after voiding. All samples were obtained from privately owned, healthy European shorthair cats, of both genders, aged between 1 and 3 years, referred to private veterinary clinics for neutering. The samples had been previously collected for an epidemiological survey to ascertain the presence of T gondii in healthy adult pet cats. Inclusion criteria were that animals were allowed to roam outdoors, that they had no diarrhoea in the preceding 3 months and that they had not received any drug in the previous 30 days.

Faecal specimens were maintained at 4°C and then subjected to copromicroscopic examination and DNA extraction within 24 h of collection. Samples were divided into two aliquots; 0.04 g was processed by a conventional flotation method using 262 mg/ml ZnCl2 and 275 mg/ml NaCl, as described by Schares et al.24 Copromicroscopic examination was carried out at ⋅ 400 magnification.

Faecal DNA was extracted from samples using a ZR Fecal DNA MiniPrep kit (Zymo Research).

All primers and restriction enzymes were provided by Eurofins MGW (M-Medical).

The DNA of Tritrichomonas foetus was detected by using a single-tube nested PCR that amplified the T foetus internal transcribed spacer (ITS) region (ITS1 and ITS2) and the 5.8S rRNA gene, as described by Gookin et al.25

Nested PCR (nPCR) for T gondii DNA was performed following the procedure reported by Jones et al,26 using two pairs of oligonucleotide primers to amplify regions of the B1 gene. Genotypes were determined via multiplex multilocus PCR-RFLP for 12 genetic markers (SAG1, 3’-SAG2, 5’-SAG2, alt.SAG2, SAG3, BTUB, GRA6, C228,C29-2, L358, PK1 and Apico).27

G duodenalis was detected by amplifying the glutamate dehydrogenase (gdh) gene, and genotyping was performed by PCR-RFLP using the restriction enzymes NlaIV and RsaI.28

Cryptosporidium species DNA was detected by nPCR that amplified the 18s small subunit rRNA gene locus; genotyping with PCR-RFLP was performed by the restriction enzymes SspI and VspI.29

Furthermore, to confirm the results obtained by PCRRFLP, the PCR products of T foetus, G duodenalis and Cryptosporidium species were purified using a QIAquick PCR purification kit (Qiagen), according to the manufacturer’s instructions, and then sequenced. All sequencing procedures were performed by a commercial laboratory (BMR-Genomics, Padova, Italy). Sequences were assembled and corrected by visual analysis of the electropherogram using Bioedit v.7.0.230 and then compared with those available in GenBank using the BLAST program (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/BLAST).

Copromicroscopic examination was negative for T gondii, as well as for Giardia cysts, in all samples examined.

PCR assays were positive for 32 (22.9%) feline stools. Three animals (2.0%) were positive for T foetus and Cryptosporidium DNA, 15 specimens (10.3%) were positive for T gondii and 11 (7.5%) for G duodenalis. Co-infections were not observed.

The results of the typing analysis allowed the identification of C felis in all cases. The specimens positive for T gondii were not fully genotyped at all 12 loci, but hints for clonal genotypes I (n = 7), II (n = 1) and III (n = 7) were obtained. More detailed results are shown in Table 1.G duodenalis assemblages F (n = 9) and C (n = 2) were detected.

The prevalence registered for T foetus was 2%, which is in full agreement with Xenoulis et al.12 In other molecular analyses of pet cats, positive subjects had diarrhoea.6,31 This parasite is considered to be significantly associated with diarrhoea, even if a recent report32 suggested the possibility of isolating this agent from clinically normal cats, which is in agreement with the results obtained by us.

Fifteen cats were positive for T gondii DNA, with an overall prevalence of 10.3%. This findings is in agreement with a previous report carried out on colony stray cats from Tuscany.33

Our results cannot be compared with any other similar study. Data from European literature refer to PCR carried out on oocysts revealed by copromicroscopy. Clonal type II, with the Apico I allele, was the most recurrent genotype in Germany and Switzerland.13,34 Furthermore, in Germany, a clonal genotype III and 10 mixed genotypes were found.34 These findings do not agree completely with the results of our study: in this study all apparently clonal and unmixed genotypes were identified, and genotypes suggestive of I and III were prevalent. To the best of our knowledge, this is the first report of the genotyping of T gondii DNA from feline faeces in Italy. Genotyping has previously been carried out in Italy on T gondii DNA from both domestic and sylvatic animals, indicating the occurrence of strictly clonal genotypes in goats35 and cats, and mixed types detected in free-ranging waterfowl36 and foxes.37 These results are in agreement with the hypothesis of two distinct cycles of T gondii in domestic and sylvatic environments.38

Eleven cats were positive for G duodenalis DNA, with an overall prevalence of 7.5%, which is in agreement with Paoletti et al.18 Genotyping yielded nine assemblages, with F the most frequent in cats and C the most common in dogs. Recovery of canine assemblages in cat faeces has been previously reported,39,40 and it could be owing to the occurrence of Giardia cysts on feline coats that are ingested during grooming. These assemblages have never been demonstrated in humans from the USA with G duodenalis infection;39 even if in one study assemblage F was reported in humans, this finding remains to be confirmed at additional loci.41 C felis was the sole Cryptosporidium species isolated in this study; it was isolated from three cats, with a prevalence of 2%. Despite the very close association between humans and cats, C felis infections are infrequently reported in humans.42

 

Conclusions

The results obtained in our study add to the information available on the epidemiology of these parasites, and confirm their occurrence in faeces from healthy pet cats. Many cats share the same households, as shown in a questionnaire survey carried out in the USA.43 Given the large number of multi-cat households, understanding and preventing the diseases that cats may transmit to each other are of paramount importance. Intestinal protozoan parasites, including T gondii, T foetus, C felis and G duodenalis, can cause insidious infections, with asymptomatic cats being capable of transmitting toxoplasmosis, trichomoniasis, cryptosporidiosis and giardiasis to other cats. These infections may be significant sources of disease in feline populations. Healthy cats are protected by effective immune systems and bolstered by good nutritional, sanitary and hygienic conditions. Immunocompromised cats, including animals with deficient nutrition, feline immunodeficiency virus and/or feline leukaemia virus infection, systemic and chronic diseases, concurrent administration of immunosuppressive drugs and environmental stress, are at a much higher risk of developing these protozoan diseases. Awareness of unapparent infections in healthy feline populations may be important to avoid exposure to these agents and thus diminish the likelihood of transmission to cats with compromised immune function.

 

Acknowledgements  We wish to thank Dr Nadia Ferrini for her excellent editing of the text.

 

Conflict of interest  The authors do not have any potential conflicts of interest to declare.

 

Funding  The authors received no specific grant from any funding agency in the public, commercial or not-for-profit sectors for the preparation of this short communication.

 

 

 

 

 

 

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